CISL, preservare la continuità produttiva e accelerare gli investimenti dell’Ilva

La Cisl, con le altre OO.SS., ha sempre ribadito la necessità che, preservando la continuità produttiva dello stabilimento siderurgico, fosse impressa una forte accelerazione agli investimenti dell’Ilva per ridurre le emissioni inquinanti e procedere, come avvenuto con la diossina, all’azzeramento o alla minimizzazione delle emissioni pericolose per la salute.

Ma nel corso dell’incontro con i ministri Clini e Passera, il presidente della Regione Puglia Vendola, della Provincia Florido e il sindaco Stefàno la Cisl è stato l’unico sindacato ad aver riproposto, con determinazione, l’esigenza di un Piano di sorveglianza sanitaria riguardante la salute dei lavoratori e quella dei cittadini che abitano i Quartieri di Taranto più esposti alle emissioni dell’area industriale.

E questo per una serie di ragioni, tra le quali favorire una tempestiva rilevazione delle patologie comuni, individuare con chiarezza le sorgenti inquinanti specifiche da rimuovere e, quindi, provvedere sollecitamente alla tutela della salute delle persone colpite.

Ulteriore rivendicazione della Cisl ha riguardato la richiesta di perfezionamento anche di interventi più modesti come la pulizia delle strade, ad esempio adottando sistemi ad acqua o nebulizzatori che possono concretamente contribuire ad abbattere le polveri sospese.

Il presidente Nichi Vendola ha accolto dette sollecitazioni ed ha assicurato anche che la Regione, dopo lo stanziamento deliberato di 8 milioni per un Centro di eccellenza a Taranto di sorveglianza sanitaria, provvederà ad accelerare le pratiche per la messa in esercizio della nuova struttura sanitaria.

Vendola ha inoltre sollecitato gli interlocutori presenti al tavolo a contrastare con forza la campagna denigratoria e propagandistica contro Taranto, definita a torto città più malata ed inquinata d’Italia, ricordando che il periodo di tempo maggiormente problematico è già alle spalle e che esistono nel Paese aree metropolitane, da Milano a Roma a Firenze, ecc. assai più inquinate di questa città.

La Cisl, nel prendere atto positivamente delle argomentazioni e delle volontà istituzionali espresse dal presidente Vendola, si è detta a sua volta impegnata, già dai prossimi giorni, a verificare nel concreto la piena operatività del progetto riguardante il Centro di eccellenza sulla sorveglianza sanitaria.

E lo farà con particolare riferimento alle problematiche degli ex esposti all’amianto che hanno operato, nel tempo, in Ilva o nella raffineria Enichem, negli ex Cantieri navali o nella Marina militare, compresi i familiari di questi lavoratori che – rientrati quest’ultimi a fine turno nelle proprie case – sono venuti a contatto diretto con le fibre dell’amianto-killer.

Fibre particolarmente presenti, come adesso ben sappiamo, nei luoghi di lavoro e, in generale, nella città 40, 30, 20 anni fa ma che solo oggi manifestano i loro effetti nefasti qui come a Genova, a Trieste, a Casale Monferrato.

E’ anche per questo che, nel rivendicare una sorveglianza sanitaria di qualità e centri di ricerca di nuove e più efficaci terapie, la Cisl chiede la collaborazione specifica dei tecnici, dei medici, dei ricercatori e delle istituzioni ai diversi livelli.

CISL TARANTO

 

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