Il comune di Orsomarso appalta l’abbattimento di 511 piante nel Parco Nazionale del Pollino

Ente Parco Nazionale del Pollino
85048 ROTONDA

Ministero dell’Ambiente
Servizio Conservazione della Natura
00154 ROMA

Comando Provinciale Corpo Forestale Stato
87100 COSENZA

Soprintendenza ai Beni Ambientali
87100 COSENZA

Comune di Orsomarso
87020 ORSOMARSO

Oggetto: Appalto per il taglio di alberi lungo il Fiume Argentino.
Ha veramente dell’inaudito la notizia che il Comune di Orsomarso avrebbe appaltato l’abbattimento di 511 piante d’alto fusto (prevalentemente Ontani) lungo le rive del Fiume Argentino, in piena Riserva Naturale dello Stato e Parco Nazionale, al fine si regimentare le acque ed impedire le eventuali esondazioni.
Stanno “mettendo in sicurezza il territorio”, dicono; ovvero stanno prendendo a calci la legge che ha istituto il Parco Nazionale ed il decreto che ha istituito la Riserva Naturale! Questo per evitare un evento che non eviteranno perché sono proprio gli alberi che si vogliono tagliare che frenano le acque; e, difatti, nessuna alluvione precedente li ha mai sradicati, segno della validità che essi hanno avuto nella loro funzione di difesa spondale del corso d’acqua. Non è il volume di legnatico di quegli alberi che fa espandere le acque fuori dall’alveo: sono i metri cubi d’acqua in eccesso che durante gli eventi particolari il cielo scarica in breve tempo (le cosiddette “bombe d’acqua”) che fanno esondare i fiumi; e contro quest’eccesso non esiste che la preghiera o la scaramanzia, a che ciò non avvenga… oppure lo spostare altrove le opere dell’uomo a rischio di alluvione!
Invece, anziché allontanare gli interessi dell’uomo dalle rive del fiume (perché è questo l’unico modo per difendere i cittadini e le loro cose), si pretende di far restare le acque nell’alveo eliminano quelle barriere che, casomai, lo favorirebbero. E intanto di fa un regalo alla ditta che, bontà sua, si è offerta di provvedere al taglio degli alberi; un’operazione che nel volgere di pochi anni trasformerà quelle rive in una selva di alberi giovanili che, quelli si, occuperebbero lo spazio delle acque in modo ben peggiore.
Non sono le piante che fanno esondare i fiumi, queste caso mai lo regimentano, ne riducono l’impeto e mantengono in sicurezza le sponde contro le erosioni e quindi sono la vera “protezione civile” delle zone circostanti.
I visitatori della Valle dell’Argentino non la vanno a visitare per guardare ceppaie di alberi centenari, ma caso mai per godere della bellezza e del valore biologico di quegli alberi; che proprio per questo furono protetti in una Riserva Naturale ed in un Parco Nazionale.
IL SEGRETARIO GENERALE
(Franco Zunino)

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