Csail-Indignati a sostegno della proposta “Petrolucana”

“Mentre è partita l’operazione della “card carburanti” per la misera cifra di 140,25 euro, finalmente registriamo una presa di posizione politica chiara e netta non solo contro l’operazione da “elemosina elettorale”, ma soprattutto che rovescia radicalmente la logica che è alla base delle royalties”. Lo dichiara il presidente del Csail-Indignati Lucani, Filippo Massaro facendo riferimento alla proposta del consigliere regionale Nicola Benedetto di istituire una società specifica, denominata “Petrolucana” per ottimizzare al massimo, come il Csail-Indignati rivendica da sempre, i profitti, i benefici fiscali, le ricadute imprenditoriali ed occupazionali indirette e dirette dell’estrazione del petrolio e del gas di derivazione dai pozzi, e contestualmente per garantire il massimo della tutela di ambiente, territorio, economia  e salute dei cittadini, elemento che – evidenzia Filippo Massaro – “ci sta particolarmente a cuore”.  

“La proposta trova fondamento nella strategia del Csail  e presuppone uno strumento essenziale e pregiudiziale che è quello dell’installazione dei cosiddetti “contatori” del greggio estratto in Val d’Agri e che attraverso il Centro Oli Eni di Viggiano viene trasferito a Taranto per essere imbarcato in navi-cisterna e fare un lungo viaggio prima di tornare, parzialmente, nel nostro Paese. Senza la quantificazione esatta del petrolio lucano, che registra “discutibili controlli” formali dell’Unmig, l’ufficio competente del Ministero dello Sviluppo Economico, e  in sostanza  si  basa  sulla  “buona parola” delle cifre fornite dall’Eni, (controllore e controllata), ogni calcolo di royalties riconosciute a Regione e Comuni non ha alcun senso. Per questo, l’idea di una  “public company”  controllata direttamente dalla Regione trova il nostro più convinto sostegno, specie dopo le delusioni provocate dalla nascita di SEL (Società Energertica Lucana) che pure avrebbe dovuto assolvere, sulla carta, a funzioni e compiti di garanzia degli intereressi delle nostre comunità ed invece si è rivelata come l’ennesimo“carrozzone mangiasoldi” di sottopotere politico. Siamo convinti da tempo che né il Memorandum né qualche punto  percentuale diroyalties in più potranno migliorare la situazione dei cittadini del comprensorio petrolifero tra i più poveri del Paese. Per la card carburante i conti sugli aumenti continui ed ingiustificati di benzina e gasolio alla pompa, l’arricchimento di fisco  compagnie ed alcuni fortunati personaggi , sono sufficienti a dimostrare che il cosiddetto beneficio, per altro esteso a tutti i patentati lucani senza altro specifico vantaggio per i residenti della Val d’Agri che pagano il prezzo più alto della convivenza   con il Centro Oli di Viggiano, è un riconoscimento decisamente non dignitoso .

Dobbiamo prepararci alla fase elettorale che – sottolinea Massaro – vedrà ancora una volta  “ subdoli-politici” in giro per la valle e per la regione a promettere quella svolta nel utilizzo delle royalties del petrolio che non arriva mai e continua ad essere motivo di  “spudorata propaganda” utile a recuperare voti. Ma chi ha fatto questi calcoli questa volta si sbaglia di grosso. Come Indignati Lucani siamo convinti che i cittadini non ricadranno nella trappola. Solo chi farà proposte in linea con la nostra strategia e sottoscriverà impegni pubblici con il Comitato  avrà il nostro sostegno sia pure senza deleghe in bianco, vale a dire un sostegno da rinnovare con atti concreti e iniziative in Parlamento”.

Filippo Massaro, Csail – Indignati Lucani

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