“Culle vuote” ed emigrazione giovanile: una Basilicata sempre più a rischio spopolamento. Annamaria Guerricchio, candidata lucana al Senato, descrive le proposte di Fratelli d’Italia

E’ noto che l’Italia è un Paese che invecchia inesorabilmente ed è in pieno calo demografico dal 2014. Nel bilancio nascite/morti è in minor numero chi viene al mondo rispetto a chi muore e secondo recenti previsioni ISTAT nei primi cinque mesi del 2022 i nuovi nati sono calati del 14,5% rispetto al dato già negativo del 2021. Se le tendenze dovessero essere confermate nell’arco di 30 anni ci saranno 5 milioni di italiani in meno.

La crisi demografica si cristallizza su un dato nazionale per il 2021 del -4,3 per mille e su base regionale la Basilicata si attesta al -9,5 per mille, il dato peggiore solo dopo il Molise.

Questa analisi trova conferma nella notizia di questi giorni che l’inizio del nuovo anno scolastico vedrà 1.614 studenti lucani in meno tornare tra i banchi, con una riduzione di 5 classi in tutta la regione.

Se al fenomeno del calo delle nascite andiamo a sommare quello dell’emigrazione, soprattutto giovanile, il problema dello spopolamento diventa fortemente drammatico e nel 2030 potremmo contare ben 40.600 lucani in meno.

E’ una vera e propria desertificazione in atto che colpisce soprattutto i piccoli centri tra i mille e i cinquemila abitanti che sono di fatto la maggior parte in Basilicata. Tra il 2019 e il 2020 su 131 comuni lucani solo 5 non hanno avuto perdite demografiche e questo significa che il patrimonio storico, architettonico, sociologico, antropologico dei nostri bellissimi borghi rischia di andare per sempre perduto perché interi paesi stanno trasformandosi in luoghi fantasma.

Trovare rimedio a questo fenomeno che va avanti già dai primi anni ‘80 è certamente complesso ma estremamente urgente. Fratelli d’Italia prende questo impegno con gli italiani attraverso il suo ricco e articolato programma elettorale di Governo che racchiude diverse proposte per arrestare uno stillicidio di abitanti che ormai prende sempre più carattere di inarrestabile emorragia.

Servono misure efficaci a sostegno della famiglia e della natalità come la riduzione dell’IVA sui prodotti per la prima infanzia, l’aumento degli asili nido gratuiti con orari prolungati e compatibili con quelli lavorativi dei genitori, incentivi per l’assunzione delle neo mamme, l’aumento dell’assegno unico universale prolungabile fino a 21 anni, una tassazione che tenga conto del numero di componenti il nucleo familiare tramite l’inserimento di un quoziente familiare, il rafforzamento del Fondo di garanzia per il mutuo sulla prima casa e riduzione delle tasse d’acquisto, il potenziamento della sanità di prossimità.

Servono misure utili ad arrestare la fuga dei nostri giovani fuori regione attraverso un più solido legame tra scuola e università con il mondo datoriale per un inserimento lavorativo più rapido dopo la fine del percorso di studi, il potenziamento dei fondi per l’autoimprenditorialità giovanile,la creazione di opportunità di lavoro attraverso meccanismi di premialità per le aziende che assumono, pensare ad incentivi alla residenzialità ed al lavoro a distanza.

Inoltre non si può immaginare per il nostro territorio un piano di crescita che prescinda dal capitolo viabilità e infrastrutture con opere inserite in un nuovo “Piano nazionale per la mobilità” indirizzato per regioni e aree metropolitane, la garanzia di “livelli essenziali di trasporto” che assicuri continuità territoriale alle aree interne montane, un piano strategico di digitalizzazione, la valorizzazione del settore turistico e del made in Sud.

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