Cutolo, lavoratori beffati

“La decisione della giunta regionale di revocare le concessioni di sfruttamento delle acque minerali alla Cutolo rischia di gettare in mezzo ad una strada 25 lavoratori che, non avendo ancora maturato i requisiti per la mobilità, rischiano di non poter contare su alcuna forma di sostegno al reddito”. È quanto denunciano i segretari regionali di Fai Cisl e Uila Uil, Antonio Lapadula e Gerardo Nardiello, che chiedono alla giunta regionale la rapida convocazione di un tavolo di confronto sulla vertenza “per evitare una clamorosa beffa a danno dei lavoratori”. “Non contestiamo le ragioni giuridiche alla base della delibera di giunta, peraltro dettate dalle palesi e reiterate inadempienze della società Cutolo Michele & Figli, nel frattempo fallita, ma facciamo notare – sostengono Lapadula e Nardiello – che i 25 lavoratori riassunti dalla subentrata Fonti di Rionero, prima a tempo determinato e poi stabilizzati a tempo indeterminato, rischiano di non aver alcun sostegno al reddito nel caso, a questo punto assai probabile, che la Fonti di Rionero proceda al licenziamento per effetto del blocco totale della produzione, a differenza dei colleghi che hanno scelto liberamente di restare in mobilità e che pertanto oggi beneficiano degli ammortizzatori sociali”. Lapadula e Nardiello esprimono inoltre preoccupazione per gli effetti che la revoca delle concessioni e il conseguente blocco della produzione determinerà su un’altra ventina di lavoratori dell’indotto. Per i due dirigenti sindacali “è paradossale che in un momento così drammatico per il lavoro la giunta regionale abbia deciso di impedire, ignorando i termini della vicenda e senza esperire il necessario confronto con le organizzazioni sindacali, il salvataggio dello stabilimento e dei posti di lavoro, salvataggio frutto di un negoziato faticoso, reso ancora più complesso dall’intervenuta procedura fallimentare. Dobbiamo purtroppo evidenziare – proseguono Lapadula e Nardiello – che è prevalsa anche in questo caso la linea ostruzionistica di quanti, nel sindacato e nella politica e nelle istituzioni locali, in questi mesi hanno montato un clima ostile intorno a qualsiasi soluzione industriale per ragioni che vanno ricercate sul terreno della mera disputa politica tra fazioni contrapposte”.

I dirigenti di Fai e Uila si dicono anche sconcertati per le dichiarazioni rilasciate dall’ex segretario generale della Cgil, Giannino Romaniello, attuale consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà. “È quanto meno stravagante che un ex sindacalista di primo piano come Romaniello, che per lungo tempo ha diretto il comitato interistituzionale per le politiche del lavoro, esprima soddisfazione per una decisione che equivale al probabile licenziamento di 25 lavoratori in nome di uno strano concetto di solidarietà nella disoccupazione. Fai e Uila – concludono Lapadula e Nardiello – vogliono salvare i posti di lavoro e non si faranno condizionare dalle dispute politiche che hanno inquinato fin dalle prime battute questa complessa vertenza”.

 

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