Danni enormi per la mitilicoltura a Taranto

Un danno enorme, calcolabile sui 15 milioni di euro. Per la mitilicoltura a Taranto il 2015 è stato un anno da dimenticare, e le stime per il 2016 non sono migliori. A snocciolare i dati sono le associazioni di categoria aderenti a Confcommercio. E’ proprio per questo, Confcommercio ha sollecitato l’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale per la pesca e l’acquacoltura; si vuole che vi sia un risarcimento del danno subito. “La produzione del 2016 è a grave rischio: si lotta per non perderla completamente. – affermano le associazioni di categoria aderenti a Confcommercio – Le alte temperature di queste settimane hanno infatti danneggiato non solo le produzioni mitilicole, ma hanno pregiudicato il novellame che, come è noto, trova nel secondo seno del Mar Piccolo la sua nursery naturale”.
E’ appare evidente che il danno alla produzione va di pari passo anche con le ripercussioni sul piano occupazione. “E’ ormai inevitabile la perdita del lavoro di un intero anno e il fermo della produzione per il 2016, con la sottrazione di posti di tantissimi lavoro in una realtà economica già di per se critica”, continua Confcommercio.
Il tutto a soli 3 mesi (19 maggio) dall’inaugurazione, a Taranto, della sede del Distretto regionale della Pesca e della Mitilicoltura, trasferita da Manfredonia alla città jonica. Un cambiamento che avrebbe dovuto portare nella città dei due Mari un distretto con disponibilità economiche finanziarie, da avviare anche in favore dello studio della filiera, dell’innovazione e della ricerca. Un distretto che, partendo da Taranto, deve avviare l’Osservatorio Regionale per le attività della pesca in tutta la Puglia.

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