De Filippo: “Piano e risorse per rilanciare il Sud”

“Mettere a punto un Piano per il Mezzogiorno partendo dalla concertazione è una pratica a cui la Regione Basilicata non può che guardare con favore, essendo lo stesso modo di procedere adottato a livello regionale. Ma è importante che ci siano volontà politica e relative risorse per mettere su un piano che riesca effettivamente a ridurre il gap esistente tra il Sud del resto del Paese, come è pure necessario che nel confronto tutte le istanze, e in particolar modo quelle dei territori interessati, trovino la giusta considerazione”. E’ la posizione espressa dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, partecipando a Roma a una riunione con i vertici di Confindustria, dalla presidente Emma Marcegaglia alla vicepresidente per il Mezzogiorno Cristina Coppola,  in cui l’associazione imprenditoriale ha voluto presentare alcune proprie proposte su cui discutere al fine di mettere a punto un piano di interventi per il Mezzogiorno.

“Le proposte di Confindustria – ha ripreso De Filippo – non sono tutte automaticamente condivisibili, ma possono essere una delle basi di lavoro su cui portare avanti un’azione che deve vedere la convergenza non solo di Governo e Regioni, ma anche delle parti sociali. Uno dei grandi temi che dobbiamo affrontare è sicuramente quello delle infrastrutture. La Basilicata ha ottenuto risultati importanti nell’utilizzo delle varie linee di finanziamento, partendo dai fondi propri per arrivare a quelli per le aree sottoutilizzate e, ancora, a quelli europei, ma ci siamo resi conto che i nostri sforzi, a fronte dei quali abbiamo ottenuto unanimi riconoscimenti, restano vani senza un impegno del Paese. Per questo ci aspettiamo dal Governo segnali concreti per il Piano per il Sud, al momento registriamo le buone intenzioni, ma non supportate dai numeri. E’ necessario che quell’obbligo di legge di destinare al Mezzogiorno almeno il 45% della spesa dello Stato in conto capitale previsto dalle leggi diventi innanzitutto una scelta strategica, invertendo il trend che ha fatto registrare un calo dopo il 2001 e che ha visto, nel 2008, tale percentuale scendere al 30%. In queste condizioni qualunque idea e qualunque piano sono destinati a non produrre effetti, mentre il gap tra Sud Italia e resto del Paese continuerebbe ad allargarsi, come purtroppo è avvenuto negli ultimi anni”.

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