Dimensionamento scolastico, la Regione Basilicata non è insensibile

“Sulla vicenda del ‘dimensionamento scolastico’, ritengo che sia necessario da parte mia fornire un contributo di chiarezza e verità, che non ha nessuna velleità polemica, ma il solo obiettivo di fornire alcuni elementi oggettivi che, sono sicura, potranno contribuire a far luce su una vicenda molto complessa”. E’ quanto ha dichiarato l’Assessore Rosa Mastrosimone in una nota inviata alle testate giornalistiche in risposta ai numerosi articoli comparsi in questi ultimi giorni sulla stampa locale ed in vista dell’assemblea pubblica appositamente indetta per sabato prossimo dalle sigle sindacali di Matera.

“Innanzitutto – precisa l’assessore – credo sia doveroso respingere l’accusa rivolta alla Regione di insensibilità alle problematiche che la recente normativa ha introdotto sulla “questione dimensionamento”. La Regione Basilicata ha, finora, fatto ogni utile sforzo per arginare dette problematiche, a partire dalla ricerca di una condivisione del documento approvato. Ricordo, infatti, che il documento “Linee Guida per il Dimensionamento delle Istituzioni Scolastiche della Regione Basilicata – anno scolastico 2012-2015” è stato oggetto di numerosi incontri del Tavolo Tecnico Interistituzionale, costituito con lo scopo di coinvolgere tutti gli attori del processo in materia di Istruzione. Dopo varie sedute, nelle quali il documento è stato ampiamente discusso ed analizzato nei dettagli, lo stesso è stato unanimemente approvato dai componenti, ivi compresi i rappresentanti delle OO.SS. Gli obiettivi che si propone sono quelli di dare stabilità nel tempo alle istituzioni, offrire alle comunità locali una pluralità di scelte formative, tendere alla salvaguardia delle autonomie già dimensionate, pur in presenza di norme sempre più restrittive, non ultima le Legge di Stabilità del 12/11/2011, che ha imposto ulteriore tagli e sacrifici. Inoltre, spinti dalla medesima finalità, abbiamo tempestivamente sollevato dubbi circa la costituzionalità del D.L. n. 98/11 convertito nella Legge n. 111 del 15 luglio 2011, in particolare dell’art. 19 comma 4 e 5. All’uopo, infatti, è stato proposto ricorso presso la Corte Costituzionale, anche al fine di riappropriarsi delle proprie competenze in materia di programmazione. Chiaramente, allo stato attuale, in attesa di riscontro da parte del MIUR e della pronunzia della Corte Costituzionale, la Regione non può che muoversi, come le altre, nel solco della legislazione vigente. Non apparirà superfluo rammentare che anche le altre Regioni ricorrenti stanno applicando la norma quasi alla lettera, così come è accaduto ad esempio in Toscana. In attesa della pronunzia della Suprema Corte, proprio al fine di mitigare le conseguenze del provvedimento legislativo, la Regione Basilicata ha individuato criteri di elasticità che consentono margini di azione a favore delle Provincie per graduare l’applicazione della norma. In ogni caso, come previsto nelle Linee Guida, sono stati ipotizzati ulteriori incontri del Tavolo Tecnico proprio al fine di armonizzare la rete scolastica regionale in base alle esigenze e alle problematiche espresse dai singoli territori provinciali.

Si evidenzia che anche alla Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano la Regione Basilicata ha dato il suo fattivo contributo e le risultanze delle proposte formulate nella seduta del 27 ottobre 2011, condivise dal ns. Presidente, sono state trasmesse dal Presidente Errani al MIUR. In sostanza le Regioni hanno concordato di chiedere al Ministro l’autorizzazione a procedere all’applicazione della legge n.111/2011 in modo graduale nell’arco del triennio 2012/15 e di considerare il parametro 1000 alunni quale media regionale, così come auspicato dalle stesse sigle sindacali promotrici dell’incontro. Sono certa che il processo di condivisione avviato dalla Regione con l’Istituzione del Tavolo Tecnico Interistituzionale, arricchito da contributi di leale collaborazione, ci consentirà di raggiungere il comune obiettivo che rimane quello di migliorar l’offerta formativa scolastica lucana cercando, nel contempo, di mitigare l’impatto, derivante dall’evoluzione della normativa nazionale, sulla situazione occupazionale.”

 

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