Documento-appello del direttivo di Federparchi per integrare lo Sblocca Italia

Nel corso dell’ultimo consiglio direttivo di Federparchi – Europarc Italia, lo scorso 15 settembre, è stato proposto dal consigliere Domenico Totaro, presidente del parco nazionale Val d’Agri, Appennino Lucano e Lagonegrese, un documento-appello riguardo al cosiddetto decreto “Sblocca Italia”, che è stato poi approvato dal direttivo all’unanimità. Ecco il testo inviato al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei Ministri, ai parlamentari, ai presidenti delle Regioni, delle Regioni Autonome e delle Province Autonome.
“Premesso che il valore culturale e ambientale del Patrimonio nazionale, fatto di paesaggi e culture, biodiversità e specie, lavoro millenario dell’Uomo, costituiscono l’essenza stessa dello stare assieme del Popolo italiano, così come sancito dalla Carta Costituzionale.
Atteso che il valore immateriale costituito dai beni culturali, paesaggistici, naturali, custoditi dal sistema nazionale delle aree naturali protette e dalla Rete Natura 2000, così come definiti dalla L. 394/91 sulle aree naturali protette e dagli strumenti di adozione delle Direttive UE Habitat ed Uccelli; sono un patrimonio imprescindibile che abbiamo ereditato dai nostri padri e che abbiamo il dovere di trasmettere integro ai nostri figli e nipoti.
Atteso che il sistema nazionale delle aree naturali protette e della Rete Natura 2000 costituisce un forte strumento di crescita materiale ed economica, così come evidenziato anche nel recente rapporto “L’economia reale nei parchi nazionali e nelle aree naturali protette” predisposto dal Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con Unioncamere.
Rilevato che una interpretazione estensiva di quanto contenuto negli artt. 36-37-38 dello Sblocca Italia potrebbero portare ad un grave nocumento all’integrità ambientale, paesaggistica, culturale, naturale del sistema nazionale delle aree naturali protette e della Rete Natura 2000;
Con il presente appello Federparchi-Europarc Italia chiedie alle massime cariche istituzionali di fare in modo che venga integrata la legislazione vigente con una norma che escluda ogni nuova attività di perforazione e/o esplorazione per la ricerca di idrocarburi dalla rete delle aree naturali protette e dalla Rete Natura 2000 in Italia”.

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