Emigrazione, siglato protocollo con Museo Buenos Aires

Firmato, ieri, a Buenos Aires, presso la prestigiosa Universidad Tre Febrero, l’accordo di collaborazione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, documentario e iconografico dell’emigrazione italiana tra la Regione Basilicata – Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice” rappresentato dal suo coordinatore Luigi Scaglione, su delega del presidente della Regione Marcello Pittella e dal Rettore della Universidad Nacional de Tres de Febrero, Anibal Y. Jozami.
Le due istituzioni intendono coordinarsi stabilmente, in termini sia strategici sia operativi, al fine della progettazione, realizzazione e promozione di attività congiunte, in particolare rivolte alle giovani generazioni, per la conoscenza dell’emigrazione e la sua valorizzazione. Tra gli intenti anche quello di sviluppare politiche di studio, ricerca e collaborazione nell’ambito dei Musei e istituti attivi sull’emigrazione in Italia e nel Mondo e, in particolare, di attivare un’azione coordinata presso il Museo dell’emigrazione italiana, promosso dal Ministero per gli Affari Esteri.
Previste una serie di iniziative da attuarsi nel triennio 2016-2018. Tra queste la realizzazione di un convegno, a Lagopesole e a Buenos Aires, tra i diversi musei dell’emigrazione quale occasione per confrontarsi sulle tematiche museologiche delle migrazioni e come premessa per lo sviluppo di una rete italiana dei musei delle migrazioni e l’attuazione di una mostra itinerante, di carattere multimediale, sull’emigrazione italiana. Previsti anche l’inserimento del tema “migrazioni, motore della storia” nel complesso tematico di Matera 2019, quale elemento qualificante per leggere la storia antica, moderna e contemporanea dell’area regionale, dalla Magna Grecia all’emigrazione otto e novecentesca e all’immigrazione contemporanea e la realizzazione congiunta di un sito web dedicato alla storia dell’emigrazione italiana nel mondo, atto a illustrare al grande pubblico e in particolare ai giovani e al mondo della scuola l’evoluzione del fenomeno tra il 1861 e il 1961. Tra le azioni da mettere in campo anche la promozione di una rete nazionale dei musei dell’emigrazione italiana, quale soggetto di memoria storica attiva dell’identità migrante lucano in Argentina e in Sudamerica.
Dopo la firma del protocollo, una visita al nuovo e rinnovato Museo che si apre proprio in questi giorni, “con il quale – ha precisato Scaglione – si lavorerà intensamente per scoprire storie e documenti che riguardano i lucani giunti in Argentina, nel vasto fenomeno che in particolare negli anni 50 ha caratterizzato i flussi migratori e quelli verso il Sudamerica in particolare. Azioni che troveranno riscontro nei progetti che il Centro Lucani nel Mondo ha definito nelle scorse settimane e che accompagneranno le iniziative di promozione e conoscenza del vasto fenomeno della emigrazione e del pieno funzionamento del Museo di Lagopesole”.
Intanto, la Faba (Federazione dei Lucani in Argentina) a completamento della prima parte del progetto ufficiale di ricerca, ha consegnato al Centro Lucani, la prima parte del lavoro di anagrafe e catalogazione dei Lucani arrivati in Argentina dal 1931 al 31 Dicembre 1954 realizzato in collaborazione con il Cempla. Una banca dati che registra 15035 arrivi ufficiali al porto di Buenos Aires.
Erano presenti all’incontro anche il direttore del Museo de la Imigracion, Marcel Huelmos, (che è di origini lucane essendo i genitori nati a Chiaromonte), il funzionario dell’ufficio Internazionalizzazione, Rocco Romaniello, la presidente della Federazione Lucana in Argentina, Lucia Martino e la delegata allo sportello Basilicata di Montevideo, Martha Lasaponara.

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