Ancora eolico killer!!!

Ancora rari rapaci uccisi dall’eolico: un esemplare di Nibbio reale (Milvus milvus), specie di grande interesse conservazionistico e contemplato dalle Direttive Comunitarie, fatto a pezzi dalle pale eoliche. E non è che la punta dell’iceberg! E’ accaduto presso la centrale eolica industriale a Gorgoglione (Mt) con il ritrovamento del animale morto da parte di naturalisti dell’ASOIM, per altro proprio in periodo riproduttivo.

E’ purtroppo l’emblema dello sfascio in atto in Basilicata a causa della “non politica” che ha consegnato il territorio lucano alla speculazione energetica senza alcuna seria pianificazione.

Il fabbisogno energetico della Basilicata, ricorda la Lipu, è pari a solo l’1% di quello complessivo di tutta la Nazione ma la regione è colonizzata senza ritegno da una infinità di impianti. E’ la conseguenza dello scandaloso Piano Energetico Regionale preelettorali stico approvato nei primi mesi dl 2010 (dall’allora Giunta De Filippo).

“In quell’occasione – afferma Cripezzi della Lipu – fu trasmesso un articolato documento con cui si evidenziavano problematiche e criticità gravissime, fino all’impostazione del tutto fuorilegge di quel procedimento, privo della Valutazione di Incidenza obbligatoria per legge. Tra le deduzioni si contestava anche la previsione di una soglia cosi elevata di capacità eolica e un approccio assolutamente deregolamentato che avrebbe determinato pesantissimi effetti a carico di paesaggi e biodiversità proprio a cominciare dai rapaci come il Nibbio reale: praticamente un elefante in un negozio di cristalli!

Solo per l’eolico il Piano prevede quasi il doppio di MW rispetto al più aggressivo degli obiettivi invocati dall’ANEV (Associazione industriale di categoria).

Tranne poche eccezioni, nell’atto di approvazione finale in Consiglio regionale si preferì fare un lucroso regalo alla lobby approvando il Piano Energetico “AmmazzaBasilicata” e sacrificando gli interessi collettivi a vantaggio di quelli particolari. Per contro lasciando gravemente ancora nel cassetto l’iter del Piano Paesaggistico, fondamentale strumento di valorizzazione e gestione territoriale, e quindi l’intera regione sguarnita di tutele. In Parlamento, invece, la Commissione Ambiente alla Camera blindata da Realacci e Margiotta (non a caso lucano) con il blocco di tutte le richieste di tutela invocate dalla parte più sensibile dell’ambientalismo.

Ecco che l’aggressione di pale e pannelli in pochissimi anni si è materializzata in tutta la sua virulenza e con una scia di procedimenti inaccettabili. Oggi la Basilicata, con la delicata e celebrata ruralità e tutti i suoi valori, ma anche Regione più importante d’Italia per il Nibbio reale, animale simbolo di ispirazione per Leonardo Da Vinci, e tra le più importanti d’Europa per la Biodiversità, è sempre più ricettacolo di manufatti industriali, con l’occupazione indiscriminata di crinali e colline con la scusa delle energie “ecocompatibili”. E le aree scampate sono ipotecate da una miriade di progetti, in gran parte approvati o prossimi ad esserlo.

Recentemente anche la politica nazionale ha lasciato che il GSE (Gestore Servizi Elettrici) emanasse i bandi per incentivi ventennali a ulteriori, nuovi contingenti di MW, malgrado un cartello di 114 sigle, nazionali e di comitati locali, ne avesse invocato lo stop con un’istanza argomentata (sia sotto il profilo ambientale che dello spreco di denaro pubblico).

Ora cosa fa la Giunta Pittella ? La politica continuerà nel suo letargo o sbatterà i pugni sui tavoli governativi? La Lipu chiede di fermare le famigerate aste incentivanti, ormai unica opzione per fermare l’aggravio di questo sfregio, all’ambiente e all’economia del Paese, dirottando le risorse verso più utili comparti.

La morte di questo Nibbio reale, in realtà, ci sta ricordando una triste storia di miseria politica ai danni di un patrimonio inestimabile.

 

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