L’esperienza lucana del distretto tecnologico dell’osservazione della Terra

“Vent’anni fa, quando la Regione Basilicata fece propria la sfida dell’innovazione scommettendo sul  Centro di Geodesia Spaziale di Matera, le aziende private lucane che operavano in questo settore erano solo due.  Oggi se ne contano più di venti. Dieci volte tanto. Il che dimostra che non solo avevamo visto giusto, ma che è necessario continuare sulla strada nel frattempo intrapresa caratterizzata da una sinergia con i Centri di ricerca, le grandi imprese, le Pmi e la pubblica amministrazione.

Il Distretto tecnologico lucano, specializzato nell’osservazione della terra e nelle tecnologie spaziali, è uno dei pochi operanti in Italia in questo settore. Ed esso è per noi motivo di grande soddisfazione, perché smentendo i luoghi comuni testimonia che c’è un Mezzogiorno capace  di essere all’avanguardia. Ma soprattutto consapevole di dover puntare su ricerca e innovazione per creare occupazione e sviluppo, dando al contempo un forte apporto, così come sta avvenendo con la realizzazione del programma Cosmo SkyMed,  di cui il Centro di Matera è parte integrante, sul versante della tutela dell’ambiente e della protezione civile. A distanza di vent’anni,  la Basilicata si presenta oggi sul proscenio europeo con un patrimonio di credibilità che, anche grazie al ruolo svolto da alcuni suoi autorevoli rappresentanti, come il primo vice presidente del Parlamento Ue, Gianni Pittella, la mettono nelle condizioni di cogliere le grandi opportunità offerte dalle politiche, dai programmi e dai finanziamenti comunitari. La sfida del futuro sarà quella di accompagnare le nostre imprese al di fuori del territorio regionale, per consentire loro di acquisire una dimensione”.

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