Evento Pis di Confindustria, l’intervento di Pittella

Lo sviluppo parte anche dalla salvaguardia del territorio. Ed il governatore lucano Marcello Pittella, partecipando oggi ad un dibattito con il presidente regionale di Confindustria, Michele Somma, nell’ambito dell’evento “Piano industriale per il Sud (Pis), le reti di idee per la ripartenza” – organizzato a San Nicola di Melfi dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Basilicata – si è soffermato subito sul recente accordo sottoscritto con la Bei (Banca europea per gli investimenti). “La nostra – ha detto Pittella – è stata un’operazione inedita in Italia, la prima. Saranno investite ingenti risorse per il dissesto idrogeologico, per consentire interventi finanziati al 50 per cento dalla Bei con tassi agevolati. Abbiamo fatto un monitoraggio delle aree dove intervenire e di quelle interessate da eventi alluvionali, abbiamo l’elenco dei progetti: ora proviamo a creare le condizioni per realizzarli”. Pittella ha ricordato che “la Basilicata in questi anni ha fatto passi da gigante. Possiamo fare molto altro per le infrastrutture: abbiamo il Piano per il Sud, che enuclea cinque grandi arterie fra cui la Potenza-Melfi. Stiamo lavorando per completare la copertura della banda ultralarga. Interventi in diversi settori saranno possibili proprio attraverso l’accordo con la Bei. Dobbiamo fare uno sforzo verso realizzazioni spinte e veloci: il tempo fra la decisione e l’azione deve essere brevissimo. In questo, il nostro impegno è totale. E lo stiamo facendo inserendo la Basilicata in un contesto più ampio, che guardi oltre i confini regionali”. La Basilicata, insomma, sta ripartendo, “ma ha ancora bisogno dell’intervento pubblico, come l’intero nostro Paese. Proprio per questo – ha aggiunto il presidente nel riferirsi agli strumenti di accesso al credito – è necessario mettere in campo, anche attraverso tecnicismi diversi dal passato come la collaborazione tra pubblico e privato prevista dai project financing, strumenti in grado suscitare nelle imprese l’interesse ad investire. Dobbiamo però capire quello che vogliamo fare, a livello di proposte e di progetti, partendo dal Mezzogiorno. E dobbiamo essere capaci di intercettare tutte le risorse che possiamo avere a disposizione, come ad esempio quelle del piano comunitario Junker. Ma l’hashtag che vi consegno – ha concluso – è il seguente: Noi ce la faremo!”. A seguire, c’è stata una tavola rotonda alla quale hanno partecipato rappresentanti di imprese, istituzioni ed istituti di credito. Giampiero Maruggi, amministratore unico di Sviluppo Basilicata ha prima messo in luce alcune criticità: “E’ quasi scomparso – ha spiegato – il credito territoriale, al di là di quello cooperativo. Le norme sono sempre più stringenti in termini di liquidità e di requisiti: questo crea problemi molto seri per le banche. I centri decisionali degli istituti di credito, tra l’altro, sono spariti dalla nostra regione”. Da qui, il ruolo della Regione, che dopo “aver già messo in campo interventi per strumenti che facilitino l’accesso al credito” ha deciso di valorizzare Sviluppo Basilicata “portandola a diventare una finanziaria a tutto tondo, che non si contrapponga al sistema bancario, ma che con esso trovi insieme la migliore strada da intraprendere per risollevare l’economia”. Antonio Bernardo, autorità di gestione del Po Fesr della Regione Basilicata si è soffermato su importanti aspetti tecnici, riguardanti le possibilità di finanziamento alle imprese previste dalla nuova programmazione 2014-2020. “L’Europa, rispetto al passato – ha spiegato Bernardo – chiede una valutazione ex ante fatta da organismi indipendenti: questa operazione ci porterà ad individuare, per la Basilicata, quali sono le esigenze di credito, quali il grado di efficacia e la capacità di effetto leva degli strumenti di ingegneria finanziaria. Dobbiamo essere capaci, a questo punto, di scegliere gli strumenti migliori”.

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