Fallimenti nel 2010, bisogna correre ai ripari

Il rapporto di Unioncamere-Prometeia conferma con i numeri la gravità della crisi economica che ha colpito la provincia di Matera, con un calo degli occupati, della produzione e delle imprese.

L’aumento dei fallimenti nel 2010 (25, con un + 9% rispetto al 2009) testimonia la difficoltà di interi settori produttivi e dei servizi e della città di Matera, che sconta le difficoltà del manifatturiero e dell’edilizia. Ancora una volta sono le piccole e medie imprese quelle che, insieme ai dipendenti, pagano il prezzo più alto della crisi.

Il peso dell’indebitamento bancario, l’aumento delle difficoltà di incasso sulle forniture e i lavori, il crollo degli investimenti, l’usura in agguato, sono tutti tasselli di un mosaico che si compone a suggello del default di un intero territorio.

Le politiche difensive che finora hanno consentito di mantenere la coesione sociale rischiano di non essere più sufficienti. Cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, contratti di solidarietà e liste di mobilità potrebbero non bastare più nel 2011 a salvare le aziende sopravvissute e i loro dipendenti.

Per CONFAPI Matera è urgente correre ai ripari cominciando magari proprio da una delle principali difficoltà per le PMI, cioè l’accesso al credito bancario. In questo senso un valido aiuto potrebbe venire dal nuovo Fondo Regionale di Garanzia per gli investimenti, varato di recente, a cui si aggiungerà fra poco quello per il circolante, la liquidità e il consolidamento dei debiti a breve termine.

Purtroppo il Fondo non è ancora operativo perché nessuna banca ha sottoscritto la convenzione, anche se risulta che 3 istituti siano pronti a farlo. In tal modo saranno garantite le operazioni finanziarie delle imprese accese a fronte di investimenti e, a febbraio, anche le operazioni sul circolante.

Pertanto, l’acquisto di scorte, la liquidità e il consolidamento della debitoria a breve consentiranno il riequilibrio finanziario di molte aziende, mentre i nuovi investimenti permetteranno un recupero di competitività delle piccole e medie imprese che non intendono arrendersi.

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