Fials contesta la gestione del personale sanitario lucano impegnato nella lotta al Covic-19

La Fials contesta la gestione del personale impegnato nell’emergenza Covid 19 e diffida la Direzione generale a onorare gli obblighi di formazione e di assegnazione trasparente di infermieri e Oss utilizzati temporaneamente nei reparti COVID-19 del San Carlo di Potenza. Visto che la precedente comunicazione è stata del tutto disattesa, la  segreteria provinciale della Fials contesta nuovamente le scelte arbitrarie e stigmatizza l’atteggiamento della dirigenza delle professioni Infermieristiche. “A una gestione alquanto improvvisata e non trasparente – sottolinea Giuseppe Costanzo – si accompagna infatti la mancanza della dovuta informazione alle organizzazione sindacale.

Per il segretario provinciale della Fials “l’assegnazione temporanea del personale, messa in campo nella fase di emergenza dalla Direzione Sanitaria del Presidio del San Carlo di Potenza ha creato caos e malcontento tra i lavoratori, con i sindacati ormai ridotti a ‘spettatori’ di decisioni imposte dall’alto”. La nota del 1 aprile del Direttore generale  che parla di un primo affiancamento è rimasta disattesa.

“Per l’ennesima volta -insiste Costanzo – invitiamo la Direzione Generale a fare chiarezza sui criteri di scelta dei lavoratori assegnati a funzioni di emergenza. E la trasparenza non basta. Bisogna anche attuare tutte le misure idonee a tutelare la salute dei lavoratori. Quanti sono affetti da patologie, seppur lievi, devono essere esonerati dal servizio in quanto il contagio potrebbe essere assai pregiudizievole alle loro condizioni di salute”.

   La Fials chiede che venga garantita la dovuta formazione al personale sulle procedure da rispettare per l’assistenza ai pazienti COVID-19. La legge 81/2008 obbliga le Aziende ad assicurare a ciascun lavoratore una formazione adeguata in materia di salute e sicurezza. E’ evidente che il rischio è massimo per lavoratori assegnati a compiti non ordinari  e quindi questa formazione è indispensabile per i reparti a maggior criticità (assistenza COVID-19), e nei casi in cui si adottano nuove attrezzature di lavoro, nuove tecnologie e protocolli operativi.
“I compiti aziendali – ricorda Costanzo – sono definiti con assoluta precisione e gli scenari di emergenza determinati dalla pandemia coinvolgono la responsabilità aziendale per numerosi aspetti. La legge infatti prevede che se le attrezzature richiedono conoscenze particolari in relazione a rischi specifici, il datore di lavoro deve riservarne l’uso solo al personale dedicato che abbia ricevuto formazione e addestramento adeguati”. L’obbligo di formazione e informazione riguarda tutte le nuove attrezzature introdotte in servizio così come sui rischi a cui i lavoratori sono esposti per le attrezzature presenti nell’ambiente immediatamente circostante. anche se non utilizzate direttamente da essi. “In tutta evidenza – commenta il responsabile sindacale della Fials – questa attività di istruzione e informazione riguarda quindi non solo i lavoratori impegnati in prima linea ma anche tutti quelli che si trovano ad operare in contesti di contiguità o di interazione con i reparti a massimo rischio”.

“UN altro obbligo fondamentale – aggiunge Costanzo – riguarda i DPI: l’azienda li deve mantenere efficaci e in condizioni igieniche, assicurando tutte le opportune informazioni ai lavoratori ai rischi connessi e sulle corrette modalità d’uso”  

Nel ricordare che “per tutto quanto sopra esposto non ricorrono le circostanze esimenti da responsabilità penale, per quanto commesso in situazioni di emergenza COVID-19” la Fials invita, ancora una volta, la Direzione generale ad “adottare opportuni e tempestivi provvedimenti per formare tutto il personale sul rischio COVID-19, sul corretto utilizzo dei DPI e per ridurre i rischi di stress e di contagio, in particolare per i lavoratori più a rischio, evitando che siano esposti direttamente al contatto con pazienti infetti

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