Finale del “Borgo dei Borghi”: 8° posto per Pietramontecorvino (Fg) e 12° posto per Valsinni (Mt). L’edizione 2021 la vince Tropea (Vv)

Su Rai Tre, domenica 4 aprile la finale dei Borghi dei Borghi 2021. I primi tre classificati sono Geraci Siculo, Tropea e Baunei. Il vincitore, tra questi, è proprio Tropea, che inaspettatamente batte le due isole grazie alle sue bellezze naturali e culinarie. La classifica finale è così composta: 20 Pico (Lazio), 19 Pomponesco (Lombardia), 18 Issime (Valle d’Aosta), 17 Borgo Valsugana (Trentino-Alto Adige), 16 Buonconvento (Toscana), 15 San Giovanni in Marignano (Emilia-Romagna), 14 Pofabbro (Friuli-Venezia Giulia),  13 Trivento (Molise), 12 Valsinni (Basilicata), 11 Finalborgo (Liguria), 10 Cocconato (Piemonte), 9 Corciano (Umbria), 8 Pietramontecorvino (Puglia), 7 Malcesine (Veneto), 6 Campli (Abruzzo), 5 Grottammare (Marche), 4 Albori (Campania), 3 Geraci Siculo (Sicilia), 2 Baunei (Sardegna), 1 Tropea (Calabria).

Pietramontecorvino, in provincia di Foggia in Puglia, è in gara nella grande sfida de “Il borgo dei borghi 2021” si è classificata all’ottavo posto. Situata nella parte settentrionale del Subppennino Dauno ed edificata su uno sperone di roccia intorno all’anno Mille, Pietramontecorvino si distingue per il suo impianto urbanistico ad anello sul quale si innestano stretti vicoli che permettono di godere di vedute ad effetto delle circostanti colline. L’abitato e il paesaggio che circonda in borgo sembrano uniti in un disegno nel quale spicca “Il complesso monumentale”, composto dalla torre normanna, dal palazzo ducale e dalla chiesa Matrice. Il palazzo ducale aveva in passato una doppia funzione, sia di prestigio che di difesa. Nel medioevo il borgo era racchiuso all’interno di una cinta muraria costituita da case torri, oggi completamente distrutta, con l’unica casa torre rimasta che si trova in Via Tappeto. Attraverso Port’Alta, caratterizzata da un arco gotico a sesto acuto, si raggiunge la scalinata monumentale che porta al loggiato settecentesco della chiesa Madre, che è dedicata a Maria Assunta. Un’altra chiesa, quella di San Biagio, è situata ai piedi della scalinata.

Valsinni, protagonista de Il Borgo dei Borghi, si è classificata al dodicesimo posto. Sorge nella provincia di Matera ed è un piccolissimo borgo la cui storia ci porta strettamente alla poetessa del Cinquecento, Isabella Di Morra. Arroccato a 250 sul livello del mare, Valsinni si trova lungo il versante nordorientale del parco nazionale del Pollino ed è bagnato dal fiume Sinni. Questo è il quarto fiume, per lunghezza, in Basilicata. Tuttavia, è riconosciuta la sua importanza quale bacino imbrifero che disseta Basilicata e parte della Puglia. La sua corrente impetuosa è stata, nel corso della storia, motivo di piene e inondazioni talvolta rovinose; problema a cui si è posta risoluzione solo nel 1983 grazie alla costruzione di una diga in terra battuta che, ad oggi, risulta essere la più grande d’Europa.

Il borgo di Valsinni è anche caratterizzato dalla presenza imponente del monte Coppolo che, sulla sua cima, conserva i resti delle mura di una città fortificata risalente al IV secolo A.C. Questa cittadina fortificata, che pare essere stata abitata fino al Medioevo, leggendariamente è stata la città fortezza fondata da Epeo, al suo ritorno da Troia, a seguito della costruzione del fantomatico e mitico cavallo troiano. 

Il borgo di Valsinni, che nel corso della sua storia non ha, purtroppo, mai avuto fortuna da punto di vista economico, vanta una tradizione povera di mugnai. Proprio il Mulino di Palazzo Mauri, dove si possono ammirare antichissime macine di pietra, è il simbolo della cittadina. Lo scorcio più suggestivo del borgo è indubbiamente il castello baronale dei Morra: una costruzione di aspetto aragonese nella quale venne confinata la poetessa Isabella Morra.

Se questo palazzo è il cuore pulsante del borgo, è altrettanto verso che tra i tanti vicoli stretti, collegati da un “gafio” ovvero un passaggio coperto da una volta, trova spazio anche la Chiesa Madre. Quest’edificio sacro è dedicato all’Assunta e vale la pena visitarla per poterne ammirare gli splendidi affreschi, l’organo e un crocefisso del cinquecento. All’interno della Chiesa, inoltre, si può trovare un presepe in pieno stile napoletano oltre che alle reliquie di San Fabiano, Papa martire nominato dal popolo e che rimase in carica dal gennaio del 236 a gennaio del 250.

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