Foggia, approvato il fondo di rotazione ‘Salva Enti’

Dopo tre anni, l’amministrazione foggiana targata Mongelli chiude la lunga fase di risanamento, avviata sin dal suo insediamento. La giunta foggiana, infatti, ha aderito al fondo di rotazione ‘Salva Enti’, che farà ‘piovere’ sul municipio cittadino circa 37 milioni di euro (sui 45 concedibili ai comuni in difficoltà), così come confermato oggi dal Ministero degli Interni, per uscire dalle secche del pre-dissesto e scongiurare il crack finanziario. La cifra, ovviamente, va considerata come un prestito, da restituire in 10 anni con una manovra di risanamento presentata oggi al consiglio comunale, che ha ricevuto 24 voti a favore, nonostante la seconda convocazione (la paura di ‘chiudere baracca’ ha compattato tutti, partiti e consiglieri, che nei giorni scorsi erano tornati a far ‘pesare’ i loro voti per ottenere posti di gestione e strapuntini).

E’ stato l’assessore al Bilancio, Rocco Lisi, a spiegare la situazione: “Il dissesto ci costringerebbe a portare le tariffe al massimo, ma senza la possibilità di applicare qualsivoglia detrazione. I creditori vedrebbero liquefatti i propri crediti, le risorse sarebbero destinate solo al risanamento con una stretta sui servizi”. E, dunque, l’unica strada percorribile per l’amministrazione foggiana è quella del Salva Enti: “In questi tre anni abbiamo accolto il rischio politico e amministrativo che ha accompagnato il risanamento. – ha detto Mongelli – Abbiamo assunto atti difficili che hanno pesato sulla città. Se non avessimo seguito questa strada, il nostro Comune non avrebbe mai ottenuto l’ingresso al fondo”.

I vantaggi per l’amministrazione sono legati alla liquidità esterna, che affluirà nelle casse, e che che libereranno risorse oggi drenate da mutui, leasing e debiti. Il centrodestra, con gli interventi di Bruno Longo e Ciccio D’Emilio, ha contestato l’intera procedura, sollevato pregiudiziali, accusato il sindaco e la sua amministrazione di aver peggiorato le condizioni dell’ente e di non aver presentato dati credibili e certi. Al voto della maggioranza, al momento del voto, si è sommato quello dell’indipendente Giuseppe Trecca: “Voglio avere la tranquillità di poter affermare che, quando si è trattato di fare provvedimenti a favore della città, non mi sono tirato dentro. Il mio giudizio sulle procedure che hanno portato a questo atto resta comunque negativo. Non comprendo i motivi della sua soddisfazione – ha detto rivolgendosi al primo cittadino – perché stiamo raccogliendo una ciambella di salvataggio fornita dalla Stato, che sarebbe sciocco e miope rigettare. Ripeto, sono molto critico sull’operato della sua amministrazione”.

Dai banchi della maggioranza, i socialisti Angelo Benvenuto ed Emilio Piarullo, hanno assolto l’azione della precedente giunta Ciliberti e i bilanci di quegli anni. “Voto questo atto solo per spirito di appartenenza, per la ‘spada di Damocle’ del centrosinistra che ho sulla testa”, ha dichiarato l’ex assessore al bilancio. Diversa la posizione di un altro ex assessore della giunta Ciliberti, Claudio Sottile (Mep), che ha stigmatizzato “le delibere e gli atti che in passato ci hanno passato i dirigenti, da loro controfirmate”, ammettendo la responsabilità politica dell’attuale situazione di “dissesto” e si accinge a lasciare la presidenza della commissione bilancio.

 

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