Foggia, si è dimesso il sindaco Gianni Mongelli

Gianni Mongelli non è più il sindaco di Foggia. L’ormai ex primo cittadino del comune dauno ha formalizzato le sue dimissioni nella tarda mattinata di ieri. “Ho maturato questa dolorosa decisione – ha detto Mongelli – dopo una profonda riflessione sui tre anni quotidianamente trascorsi a lavorare esclusivamente per la città e i cittadini. Tre anni in cui, anche con scelte difficili, mi sono assunto in pieno l’onere di offrire una prospettiva alla città e la responsabilità di superare le difficoltà. Nell’attuale contesto finanziario e legislativo, segnato dall’inasprimento della crisi della finanza pubblica e dell’economia reale, la complessità della situazione specifica di Foggia è stata aggravata dalle decisioni assunte dal Governo nazionale nell’ultimo triennio, sintetizzate da un taglio di circa 25 milioni dei trasferimenti statali”.

Le dimissioni di Mongelli hanno scatenato reazioni a catena da parte dell’opposizione. L’Udc ha attaccato duramente il lavoro triennale dell’amministrazione: “Le dimissioni di Mongelli sono la logica conseguenza del degrado in cui è caduta Foggia negli ultimi anni. La nostra città è sprofondata agli ultimi posti delle classifiche nazionali per la qualità della vita, col chiaro fallimento di quel patto di buon governo promesso ai foggiani nel 2009 che non solo non ha portato frutti, ma ha aggravato un quadro già molto critico: ricordiamo il fallimento dell’Amica, la chiusura dei teatri, l’aumento delle tasse, la diminuzione dei servizi per la cittadinanza e la fine del calcio professionistico dopo l’ultima gestione Casillo”.

Per il capogruppo PdL, Vincenzo D’Emilio, le dimissioni “sono inevitabili e necessarie per voltare pagina e superare la crisi. Apprendiamo con moderato stupore le dimissioni improvvise di Mongelli, ma siamo convinti che rappresentino il primo passo per una nuova fase politica, dopo 8 anni di malgoverno di centrosinistra”. Per la Destra, infine, “occorre aprire subito un dialogo con i partiti per il dopo Mongelli”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *