Francesco Lomonaco, un protagonista europeo di Basilicata, la nuova opera editoriale di Antonio Longo, in collaborazione con la Provincia di Matera

Francesco Lomonaco nato a Montalbano Jonico il 22 novembre 1772 da Nicola e Margherita Fiorentino, apparteneva ad una ricca famiglia che all’epoca era particolarmente influente al livello civile.
Il padre, figlio di un umile “mastro sartore”, addottoratosi in giurisprudenza presso lo Studio di Napoli nel 1752, rivestì la carica di governatore presso l'”università” di Tursi, entrando così a far parte della ristretta cerchia di notabili a cui competeva il controllo e la gestione degli organi di governo delle comunità. Diversa era invece l’estrazione sociale della madre, appartenente a una delle famiglie più in vista di Monte Albano, i cui membri da generazioni si erano distinti nell’esercizio dell’avvocatura come anche per la ricchezza accumulata, prevalentemente frutto della gestione, quali affittuari, di estesi possedimenti terrieri di pertinenza sia feudale sia comunitaria. Non a caso, in occasione della visita di Carlo di Borbone a Monte Albano, nel 1735,
l’unico palazzo reputato atto a ospitare i sovrani e i dignitari al seguito, era stato quello dell’avvocato Giambattista Fiorentino, padre di Margherita.
 
Frequentò la scuola dell’abate Nicola Maria Troili, nipote di quel famoso scrittore che esordì con la Storia generale del Regno di Napoli del 1748. Nel 1790 lascia la Basilicata per proseguire gli studi a Napoli, dove frequenta lezioni di diritto tenuto da Francesco Mario Pagano.
Successivamente si dedicò agli studi di medicina e iniziò a frequentare l’accademia di chimica di Carl Lauberg e Annibale Giordano. Partecipava alla congiura messa in atto da Lauberg, fra cui ci fu anche un certo “Monaco” secondo
quanto testimoniava Lomonaco.
A partire dal 1799 iniziava a lavorare come impiegato presso la municipalità partenopea e svolgeva contemporaneamente le funzioni di medico militare.
Sbarcato prima a Marsiglia poi a Parigi partecipa, sulla scia degli esuli napoletani, che raccolti intorno al Parabelli cercavano di legittimare la repubblica napoletana presso le autorità francesi.
Con la fuga di Ferdinando IV di Borbone in Sicilia e l’ingresso in Napoli delle truppe di J.-E. Championnet, il L. si affacciò apertamente sulla scena politica, annunciando con un manifesto – in cui si autodefinì “cittadino sempre intento a sacrificarsi per il bene pubblico” e “garante dell’augusta verità” – l’intenzione di pubblicare un “monitore, il quale […] faccia rimbombare gli avvenimenti del mondo che più interessano lo spirito umano” (Costruire la nazione…, p. 83). Sempre nei pochi mesi della Repubblica egli dette alle stampe la traduzione dei Droits et devoirs du citoyen di G. Bonnot de Mably, corredandoli con un proprio discorso introduttivo. Una scelta editoriale, questa, volta a sottoporre all’attenzione pubblica le pagine di un autore che, insieme con J.-J. Rousseau, era ormai imprescindibile punto di riferimento per il fronte giacobino. Francesco Lomonaco, un protagonista europeo di Basilicata è il nuovo libro dedicato allo scrittore e filofoso italiano , di origine montalbanese. Il progetto editoriale dichiara Longo sarà realizzato in collaborazione con la Presidenza ed il Dipartimento Cultura della Provincia di Matera, insieme all’area culturale dell’Associazione Basilicata Today. 

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