Futuro incerto per 33 dipendenti del Cara e Cpr di Brindisi

E’ assolutamente incerto il futuro lavorativo per 33 dipendenti del Centro di Accoglienza e di Permanenza (Cara e Cpr) di Restinco Brindisi. E’ a rischio, infatti, buona parte della platea storica impiegata presso le due strutture, e per alcuni di loro c’è il forte rischio di essere tagliati dal monte ore lavorative, che potrebbe passare da 36 a 12 ore settimanali. Per altri addirittura non sarebbe prevista nessuna collocazione.
Sull’argomento è intervenuto, preannunciando una sua interrogazione, il parlamentare pugliese di Forza Italia Mauro D’Attis. “Interrogherò il Ministro dell’Interno sulla gestione del personale impiegato all’interno del Centro Restinco di Brindisi: infatti, le società vincitrici della gara per l’affidamento dei servizi, bandita dalla Prefettura, hanno gettato i dipendenti del Cara e del Cpr in un clima di grande preoccupazione. Nonostante nei bandi fosse stata prevista la clausola sociale a garanzia dei posti di lavoro, le due ditte, non appena insediate, hanno dapprima espresso il rifiuto di assorbire tutte le unità dipendenti e poi hanno assunto impegni parziali. A seguito di un tavolo sindacale con la Prefettura di Brindisi, infatti, le società aggiudicatarie si sono determinate alla presa in carico dei soli addetti all’accoglienza, ma con una drastica riduzione dell’orario di lavoro: da 36 ore settimanali, i dipendenti, pur di non perdere il posto di lavoro, hanno firmato un contratto per 12 ore”.

 

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