Gaetano Iannini stangato dal Giudice Sportivo: 10 turni di squalifica

Gaetano IanniniSiamo appena alla prima uscita ufficiale del Matera, ma si è già registrato un grave, gravissimo episodio di razzismo. Gaetano Iannini, calciatore dei biancazzurri, è stato squalificato per 10 giornate per aver insultato un avversario durante la partita di Coppa Italia di domenica contro il Sudtirol. Quella del Giudice Sportivo è la prima decisione presa da quando sono entrate in vigore le nuove norme anti-discriminazione. Iannini, da questo punto di vista, è recidivo: nel 2012 vestiva la casacca del Casale e aveva ricevuto un Daspo di 4 anni per aver minacciato l’arbitro e aggredito due poliziotti.

Nel referto che motiva la stangata del Giudice Sportivo, si legge che il giocatore è stato sanzionato “per avere, al 18° del primo tempo, rivolto ad un avversario un epiteto insultante espressivo di discriminazione razziale”. La nuova formulazione dell’articolo 11 del Codice di Giustizia Sportiva, in vigore dallo scorso 4 giugno, è inflessibile, e prevede, per quanto riguarda i tesserati, uno stop da 5 a 10 giornate per i calciatori, e una squalifica non inferiore ai 4 mesi (prima era di 2) per i dirigenti.

Il fattaccio: durante la partita l’arbitro aveva fischiato a Iannini un fallo commesso contro Caleb Ansah Ekuban, 19enne giocatore nato in Ghana, di proprietà del Chievo, che lo ha ceduto in prestito alla formazione bolzanina, guidata da un ex calciatore del clivensi, Lorenzo D’Anna. “A questo punto – ha raccontato Luca Piazzi, direttore sportivo del Sudtirol – Iannini si è rivolto all’arbitro, e quest’ultimo ha immediatamente estratto il cartellino rosso. Evidentemente in questo scambio di battute, del quale dalla panchina non si è potuto udire il contenuto, il calciatore deve avere espresso insulti nei confronti di Ekuban”.

“Purtroppo – ha continuato Piazzi – non è la prima volta che si usano insulti di tipo razziale durante una partita di calcio. Evidentemente l’ignoranza fa ancora parte della nostra ‘civiltà’. Ciò che preoccupa è che in Italia questo fenomeno sembra essere più marcato che in altre nazioni d’Europa”.

Come detto precedentemente, non è la prima volta che Iannini è protagonista di episodi poco sportivi, che dovrebbero essere estranei al mondo dello sport. Nel giugno del 2012, quando vestiva la maglia del Casale, ha subito un Daspo di quattro anni in conseguenza di una aggressione all’arbitro e ai suoi assistenti al termine del match con la Virtus Entella, semifinale dei play off di seconda divisione di Lega Pro. In quella occasione Iannini fu accusato di aver minacciato il direttore di gara e di aver aggredito due agenti di polizia entrati in campo per difendere gli arbitri.

Sull’episodio è intervenuto anche il patron del Matera, Saverio Columella: “Se il nostro giocatore ha sbagliato, è giusto che paghi. Ma, al di là di questo, mi sembra che la sanzione abbia anche connotazioni mediatiche. Ovviamente mi spiace che la mia società, sempre schierata contro qualsiasi condotta antisportiva, venga coinvolta in questa vicenda. Noi condanniamo completamente il comportamento del nostro atleta: l’insulto razzista è imperdonabile e, se c’è stato, è giusto che Iannini paghi”.

 

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