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Giampiero Marchesi Commissario straordinario di Governo per la Zes Jonica, le dichiarazioni di Pierluigi Diso, Ass. Zes Lucana

Il Consiglio dei Ministri ha nominato Giampiero Marchesi Commissario straordinario di Governo per la Zes Jonica.
Il DL Semplificazioni consente al Commissario di promuovere la sottoscrizione di appositi protocolli e convenzioni tra le amministrazioni locali e statali e accordi o convenzioni quadro con banche e intermediari finanziari. Forse adesso si darà seguito a quanto già riferito dall’Assessore Cupparo il 4 ottobre 2019 alla seconda Commissione (Bilancio e Programmazione)
del Consiglio regionale di Basilicata, quando ribadì l’importanza di una Zes unica lucana a carattere
interregionale, ma che stenta a “salpare”. Il neo Commissario promuoverà quanto previsto dal “Decreto Sud” del 20 giugno 2017, per le diverse misure e interventi finanziari per chi va ad operare in Zone Economiche Speciali. Per tali aree e per gli investimenti effettuati nella ZES, in particolare, è previsto un credito d’imposta proporzionale al costo dei beni acquistati entro il 31 dicembre 2022, nel limite massimo, di 50 milioni di euro per ciascun progetto d’investimento. Per ottenere questi benefici le imprese dovranno mantenere le attività nella ZES per almeno sette anni successivi al completamento dell’investimento
oggetto delle agevolazioni, pena la revoca dei benefici concessi e goduti, e non dovranno essere in liquidazione o in fase di scioglimento. Le imprese nuove o esistenti, che avviano un programma di attività imprenditoriale o investimenti di natura incrementale nella ZES, possono usufruire di procedure semplificate e regimi procedimentali speciali, che riducono i relativi termini procedimentali e semplificano gli adempimenti rispetto alla normativa vigente. Con riferimento al credito d’imposta Zes, la procedura sarà aggiornata non appena l’Agenzia delle Entrate riceverà notizie dell’avvenuto adempimento degli obblighi europei da parte delle amministrazioni competenti. Il Commissario darà seguito alle procedure semplificate,
individuate anche tramite protocolli e convenzioni tra le amministrazioni locali e statali interessate, anche in conformità al “Regolamento sulla istituzione delle Zone Economiche Speciali (ZES)” approvato con D.P.C.M. n. 12/2018, che ha indicato i requisiti delle proposte e dei Piani di sviluppo strategici delle regioni. La Basilicata ha fatto redigere il suo
Piano di sviluppo strategico dai due tecnici scelti dalla precedente Giunta regionale ed ora bisogna attuarlo in maniera coordinata con la strategia portuale. Il Commissario avrà poteri di coordinamento e di impulso e potrà far partire anche le aree doganali intercluse nelle ZES, la maggiore novità prevista nella legge di conversione del decreto Semplificazioni (Legge n. 120/2020) in materia di Zes, appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Il Commissario presiederà il Comitato di indirizzo che, in base alla normativa vigente, amministrerà la ZES Jonica. L’obiettivo è superare le criticità che, sul piano burocratico e
organizzativo, stanno rallentando l’attuazione dei Piani di sviluppo strategico delle Zone economiche speciali. Il Commissario, avvalendosi del supporto dell’Agenzia per la Coesione territoriale, darà quell’impulso operativo affinché al più presto si realizzino le condizioni minime per garantire l’attrazione, l’insediamento e la piena operatività delle attività produttive nell’ambito della ZES. A tal fine occorre subito individuare le aree prioritarie di intervento tra quelle identificate all’interno del Piano di sviluppo strategico dando vita allo Sportello Unico Amministrativo. Non si può più aspettare oltre così come non si può più aspettare che il Governo continui a dare bonus e ristori se poi si fanno provvedimenti che creano incertezza tra gli imprenditori. Il rinvio della normativa sulle crisi di impresa sta lì a dimostrarlo. Il retroporto lucano è formato da micro e
piccole imprese che costituiscono la linfa vitale dell’economia produttiva della Basilicata e accanto a loro devono insediarsi i grandi player nazionali ed esteri, se veramente avranno convenienza a venire in Basilicata.
L ’incertezza regna sovrana sulle imprese: non ci sono piani di investimento e si continua a vivere alla giornata; nel frattempo la burocrazia non è cambiata di una virgola e i soggetti istituzionali devono provvedere alle semplificazioni amministrative, che rappresentano il secondo grande incentivo per le aziende che decidono di operare in una Zes. Il Governo, in questi mesi oscuri, ha tentato inutilmente di arginare l’emorragia di fatturato dell’industria italiana, ma a fine 2020 ancora non si vede una strategia di lungo periodo in grado di far partire la ripresa, almeno immaginando come colmare le perdite accumulate nell’anno bisesto, anzi funesto.
                                                                                                                                                                 Pierluigi Diso

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