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Grano, De Bonis (FI): Subito prezzo di riferimento unico nazionale e 1.000 euro ad ettaro dalla Pac

“Data la situazione che i nostri produttori stanno affrontando credo sia necessario non interrompere il lavoro fatto fin qui in commissione agricoltura e al Mipaaf per rendere più trasparente la formazione del prezzo del grano duro. Mi sono confrontato a Gravina con un’assemblea di produttori preoccupati è in oggettiva difficoltà. Sono agricoltori che fanno alcuni dei migliori cereali del mondo e non riescono a farsi una ragione dell’andamento del prezzo del prodotto raccolto e di quello trasformato che ormai formano un delta non più sostenibile. Se da una parte i consumatori sono costretti a comprare pasta Made in Italy con rincari del 20%, dall’altra gli agricoltori sono costretti a vendere il proprio grano al 20 % in meno, pur a fronte di una calo di produzione del 30-40%.  Ora uno strumento che abbiamo costruito è quello della Commissione unica nazionale-CUN che nella sua sperimentazione risente della convivenza con i desueti meccanismi delle borse merci locali. Dobbiamo rendere definitiva la CUN consentendole di formare in modo trasparente un prezzo nazionale che sia da riferimento per tutti, anche per le borse merci locali”.

Così Saverio De Bonis Senatore di Forza Italia commenta l’incontro avuto con un centinaio di cerealicoltori, nelle campagne di Gravina di Puglia.

“E’ necessario svincolare il lavoro dei nostri agricoltori dalle intermediazioni e dalle speculazioni, ho raccolto un disagio e un malumore, dovuto anche al forte aumento dei costi di produzione (gasolio, fertilizzanti, grano da seme, e altri mezzi tecnici), che rischia di avere come ultimo effetto l’interruzione della produzione”.

“Chiediamo all’attuale governo di dar corso a quanto stabilito in commissione agricoltura, da tutte le forze politiche, e di istituire permanentemente la CUN in Puglia. Inoltre crediamo sia fondamentale mettere mano alla Pac e la sua attuazione nazionale e regionale spostando nel primo pilastro parte dei fondi del secondo pilastro riservandone un quota ad aiuti diretti per i  cerealicoltori: 1000 euro ad ettaro. Solo così potremo andare verso una produzione sostenibile e l’autosufficienza alimentare, gli italiani mangiano pasta! “.

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