Grano duro, Cia Puglia: “Ok l’avvio della Commissione, ora affrontiamo i problemi strutturali”

“Sul grano duro, elemento portante della cerealicoltura pugliese, c’è tanto lavoro da fare: la nascita della Commissione sperimentale nazionale, che il 20 settembre si è riunita per la prima volta e tornerà a farlo il prossimo 4 ottobre, è un primo passo a cui ne dovranno seguire molti altri. Auguriamo buon lavoro ai componenti della nuova struttura”. E’ Silvana Roberto, responsabile CIA Puglia del GIE Cereali, a commentare i primi passi del neonato organismo convocato dal Ministero dell’Agricoltura che dovrà essere ‘presidio’ per la trasparenza dei prezzi del grano duro. “CIA Agricoltori Italiani della Puglia ha sempre sostenuto, e continuerà a farlo, che Foggia e la Capitanata rappresentino la sede più naturale di quella che, superata la fase sperimentale, dovrà configurarsi come Commissione Unica Nazionale sul prezzo del Grano. Sarebbe l’approdo più logico e giusto per quanto riguarda numeri, qualità e quantità della produzione, storia e capacità innovativa espressi da aziende, centri di ricerca e università. Foggia e la Capitanata, ma anche l’area metropolitana di Bari, la provincia di Barletta-Andria-Trani e, più in generale, tutta la Puglia rappresentano la macro-area nella quale operano non solo tutti gli attori della filiera che va dal campo alla pasta, ma anche le strutture che lavorano quotidianamente alla sperimentazione e alla ricerca applicata”. Secondo CIA Agricoltori Italiani della Puglia, le scelte di politica agricola nazionale devono orientarsi verso una valorizzazione concreta delle produzioni agricole di qualità, in tal senso per il settore grano duro – di rilevanza strategica per il nostro Paese se pensiamo che la pasta è uno dei prodotti di punta del made in Italy nel mondo – vanno utilizzate le risorse a disposizione del Mipaaf, da ultimo quelle stanziate con la legge di bilancio 2021 e poi anche le risorse del PNRR e del Fondo complementare: la filiera del grano duro è un asset fondamentale per il nostro Paese e, come tale, deve essere tutelata e valorizzata in tutte le sue fasi. In tal senso vanno affrontati anche i ritardi dei pagamenti AGEA per i contributi sui de minimis inerenti ai contratti di filiera. Nel 2020, complessivamente la Puglia ha prodotto 9,5 milioni di quintali del prezioso cereale, il 35% della produzione nazionale, impiegando una superficie pari a 344.300 ettari. Da sola, la provincia di Foggia nel 2020 riuscì a produrre 7.125.000 quintali su una superficie di 240mila ettari, con una resa media per ettaro di 29,68 quintali.

“Lo diciamo da tempo: serve un patto tra produttori e trasformatori nel segno del ‘made in Italy’ e del nostro grano duro come elemento principe della pasta italiana di qualità. Nel 2021, le importazioni di grano duro sono calate, purtroppo però si tratta di una tendenza contingente e, senza una precisa volontà, le logiche speculative potrebbero presto tornare a favorire il grani duri esteri a danno di quello italiano, in particolare quello pugliese”.

Gli eventi climatici estremi degli ultimi mesi hanno caratterizzato, nel 2021, una campagna cerealicola nella quale i prezzi più alti riconosciuti ai produttori non sono riusciti a compensare la diminuzione della resa per ettaro, che in diverse zone della Puglia arriva a toccare il – 40%, e l’aumento medio dei costi di produzione stimato almeno in un +30%.

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