I commissari straordinari dell’ex Ilva presentano alla Corte d’Assise di Taranto istanza di dissequestro degli impianti dell’area a caldo

“E’ cambiato lo scenario delle emissioni rispetto a dieci anni fa grazie ai lavori ambientali e ci sono i presupposti per revocare i sequestri”. Sono queste le motivazioni che hanno portato i legali dei commissari straordinari di Ilva in As a presentare alla Corte d’Assise di Taranto un’istanza di dissequestro degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico.
La Corte d’Assise di Taranto che ha ricevuto l’istanza è la stessa che l’1 giugno 2021 ha emesso la sentenza di primo grado del processo ”Ambiente Svenduto”, infliggendo 26 condanne (tra dirigenti della fabbrica, manager e politici) per un totale di 270 anni di carcere e disposto sia la confisca degli impianti dell’area a caldo che la confisca per equivalente dell’illecito profitto nei confronti delle tre società Ilva spa, Riva fire e Riva forni elettrici per una somma di 2,1 miliardi.
Tra i principali imputati, spicca la condanna rispettivamente a 22 anni e 20 anni di reclusione per Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dell’Ilva. Le motivazioni della sentenza non sono ancora state depositate.

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