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I detenuti della Casa Circondariale di Melfi in scena con lo spettacolo ‘Liberi’

Per l’ottavo anno consecutivo, la cooperativa sociale Zero in Condotta e l’Associazione Culturale L’Albero portano in scena i detenuti della Casa Circondariale di Melfi nello spettacolo che conclude il laboratorio teatrale. Mercoledì 16 maggio alle ore 16, all’interno della casa circondariale, andrà in scena LIBERI, una piéce di Mariangela Corona e Valentina Tramutola, incentrata sul rapporto tra prigionia e creatività. Attraverso la storia di alcuni personaggi molto noti, finiti in condizione di prigionia o esilio, si traccia il parallelo che lega l’isolamento del corpo e dello spirito all’espressione dell’arte e della creatività.

Protagonista assoluto dello spettacolo è la scrittura: sia quella che, al fine di riallacciare i fili interrotti col mondo esterno, si manifesta con le lettere ai familiari, sia l’attività letteraria vera e propria. Numerosi sono stati infatti gli scrittori che per vicissitudini varie hanno avuto guai con la giustizia e che proprio in carcere, o durante l’esilio, hanno scoperto la scrittura o hanno tratto nuovi temi per la loro opera. Attraverso le storie di Carlo Levi, Antonio Gramsci, Giovanni Guareschi, Pablo Neruda, Fedor Dostoevskij e Dino Campana, gli attori proveranno a raccontare la libertà intesa come possibilità di pensare, desiderare, cambiare, agire, creare.

Il messaggio dello spettacolo è molto chiaro: è indispensabile che la detenzione non si riduca a sterile ‘attesa’, ma rappresenti il tempo e lo spazio in cui provare a guardarsi dentro e a costruire il proprio futuro. Sulla scena 13 attori, con la partecipazione dell’attrice Palma Santangelo, che ha curato il laboratorio insieme al direttore artistico dell’Albero, Alessandra Maltempo. Un percorso molto articolato, che prevede formazione e acquisizione di competenze artistiche, oltre che di ricerca personale ed emotiva.

“Siamo molto orgogliosi di questa collaborazione ormai quasi decennale, per diversi motivi. Da una parte per la grande disponibilità della direzione e del personale educativo, che continuano a credere fortemente nel teatro e nella sua valenza ricreativa e formativa; dall’altra si tratta di un’esperienza sempre nuova e affascinante, ricca di stimoli umani e artistici. Attraverso questo spettacolo, inoltre, riusciamo a comunicare un messaggio molto forte: la detenzione può essere un’occasione di introspezione e di ricerca, in particolare per chi cerca di trovare una nuova dimensione di vita.”. Sipario alle ore 16 presso la Casa Circondariale di Melfi.

 

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