I giovani e la politica

In questi ultimi tempi basta uscire per la strada e fare quattro chiacchiere con la gente per capire come le questioni politiche del nostro Paese hanno come effetto la diffusione di un clima di malcontento, disillusione ed incertezza, evidente soprattutto tra i giovani. Non è difficile capire le ragioni di questo fenomeno: i giovani d’oggi devono, infatti, scontrarsi con una dura realtà dominata da molteplici fattori che rendono difficili le condizioni sociali, che negli ultimi anni il governo attuale ha ancor più acuite producendo solo incertezza e precariato. I giovani di qualsiasi ceto sociale avvertono chiaramente tutti i difetti della nostra società e si sentono ricordati dai politici solo durante le campagne elettorali, aspetto questo che non crea in loro nessuna passione per i partiti e alimenta solamente una crescente insofferenza per la lentezza dei tempi della politica e l’incapacità di azione. La politica e le istituzioni appaiono sempre più come realtà dominate da scandali, promesse non mantenute, giochi di potere e opportunismo, nei confronti delle quali i giovani maturano un forte senso di scetticismo: ciò li porta ad essere rinunciatari rispetto all’impegno di elettori cui vengono chiamati e alla voglia di contribuire alla crescita di una società che non li considera e non li aiuta affatto.

I giovani, poi, che tentano di accostarsi alla vita politica italiana sono pochi e scarsamente considerati: da un lato infatti quelli che hanno coltivato degli ideali politici sono decisamente rari, potremmo definirli “mosche bianche” in una società dominata da valori vuoti e preconfezionati; dall’altro invece quelli che cercano di impegnarsi attivamente in politica vengono raramente ascoltati dai leader di partito, pochi dei quali sanno raramente prendere in considerazione nuove proposte. Non ci si può quindi meravigliare se molti giovani hanno un’opinione negativa della politica, provano sentimenti di rabbia, diffidenza e noia verso la politica tanto da allontanarsene del tutto. Ma la colpa è solo dei giovani che sono sempre più menefreghisti, oppure è anche della politica che per qualche strano motivo allontana i giovani invece di avvicinarli?

Il primo è che i politici spesso e volentieri non mantengono le loro promesse; il secondo è che non si preoccupano più di tanto delle esigenze dei cittadini e dei giovani in particolare. I giovani poi manifestano poca fiducia verso i politici. Va però sottolineata anche la responsabilità dei giovani. I giovani partono demotivati, danno poca importanza alla politica, considerandola noiosa, pensano che non sia un loro dovere votare, e si concentrano su cose di loro interesse.

In conclusione, spero di aver evidenziato per quale motivo, secondo me, come noi giovani ormai non siamo più interessati alla politica: perché in lei non vediamo il futuro. Questo potrebbe essere anche il motivo per cui c’è stato un calo dell’affluenza alle urne: gli elettori ormai non hanno più molta fiducia nella politica e nei politici stessi, in loro non vedono un futuro, un qualcosa di concreto. Il problema è che la politica con i giovani ha poca confidenza e fiducia. Magari se i politici imparassero a mantenere le loro promesse, le cose sarebbero più facili e migliori per tutti noi e anche l’interesse da parte nostra verso la politica aumenterebbe. E’ di fondamentale importanza per noi giovani avvicinarci nuovamente alla politica, che gli adulti forniscano i giusti esempi, aderiscano a quei valori che sono propri della Politica vera. Solo così si potrà sperare di cambiare questa tendenza (la riprova è data dal comportamento di noi giovani nella recente tornata referendaria) attuare quell’opera di rinnovamento della classe dirigente. Adoperiamoci tutti per il bene della società, per i giovani che devono seguire da vicino la politica e avere un ruolo fondamentale, perché noi giovani, prima di essere il futuro, siamo il presente.

ing. Vincenzo Giordano

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