I lavoratori della Bridgestone di Modugno in sciopero contro i tagli agli stipendi

Sono tornati a scioperare gli operai della Bridgestone, che oggi hanno dato vita ad un sit-in davanti allo stabilimento di Modugno (Bari) per dire ‘no’ all’ulteriore riduzione degli stipendi che l’azienda vorrebbe attuare nei confronti dei 748 lavoratori. Tagli che l’azienda giapponese vorrebbe operare tramite il congelamento di indennità, maggiorazioni notturne, scatti di anzianità e quello che i sindacati hanno ribattezzato come ‘demansionamento interno’. A ciò si aggiungono i 196 lavoratori che, secondo quanto previsto dall’accordo siglato nel settembre 2013 per scongiurare la chiusura dello stabilimento, entro il 31 dicembre del 2015 dovranno andare in mobilità.
L’azienda si è impegnata a produrre a Modugno, dal 2016, tre milioni e mezzo di pneumatici all’anno. Lo sciopero è stato indetto da Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Confail. “Si tratta dell’ennesimo attacco ai lavoratori da parte di una grossa multinazionale che ha lo scopo, anche se non ancora dichiarato, di eliminare il contratto nazionale. – ha spiegato Filippo Lupelli della Uiltec Uil di Puglia e Bari – Vogliamo sapere qual è la fetta di mercato recuperata da Bridgestone per dare senso ai sacrifici che i lavoratori hanno fatto in questi anni”. Il prossimo 10 luglio è in programma un incontro presso Confindustria Bari con il coordinamento nazionale unitario Cgil, Cisl e Uil di categoria e le segreterie nazionali di comparto per esaminare la situazione in vista di una riunione con ministero e azienda.

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