Il ‘caso Melfi’ finisce nelle mani del Prefetto di Matera

IN RISPOSTA ALL’ARTICOLO PUBBLICATO DAL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA IN DATA 23/01/2012, PAG. 49, – “CASO MELFI SUL TAVOLO DEL MINISTRO” – IL SINDACO DI TRICARICO, PROF. ANTONIO MELFI, PRECISA QUANTO SEGUE:

È giunto il momento di porre il cosiddetto “caso Melfi” sul tavolo della intelligenza istituzionale e della correttezza comportamentale, per consentire a chiunque ne sia interessato, a vario titolo, di valutare e giudicare l’operato di un pubblico amministratore eletto democraticamente e liberamente a Sindaco della Città di Tricarico.

A tutela della carica rivestita, del ruolo della Amministrazione Comunale, dell’immagine della propria persona, il Sindaco, prof. Antonio Melfi, ha formalmente investito il Prefetto di Matera, e per suo tramite il Ministro dell’Interno, affinché intervengano per ripristinare nel Comune di Tricarico quella agibilità democratica messa in forse da taluni atteggiamenti e comportamenti intimidatori, vessatori, provocatori, ripetutamente consumati ai danni e dei dipendenti comunali e degli amministratori da parte di taluni “consiglieri di opposizione”.

È appena il caso di richiamare alla memoria una indagine a 360° che ha setacciato il comune di Tricarico a ridosso delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio 2011, nel periodo di vigenza del decreto prefettizio di sospensione del prof. Antonio Melfi dalla carica di Sindaco: a quanto è dato sapere, nessun comportamento e/o atto irregolare, men che meno illecito, è stato riscontrato nella condotta del Sindaco.

Permanendo azioni tese a compromettere il regolare, sereno e normale svolgimento della attività amministrativa, il Sindaco Melfi ha sporto denuncia presso la autorità giudiziaria competente contro le reiterate azioni di calunnia e diffamazione di cui la sua persona e la sua funzione sono state fatte oggetto da parte di alcuni consiglieri di minoranza e dell’on. Burtone, investito nuovamente, dagli stessi “consiglieri di opposizione”, dell’incarico di presentare al Ministro dell’Interno una interrogazione a risposta orale (non avendo peraltro ricevuto alcuna risposta a quella presentata in data 06/10/2011) sui “comportamenti illegittimi tenuti dall’eletto Sindaco di Tricarico e da altri organi comunali” (seduta n. 570 del 16/01/2012).

Nell’attesa che gli interessati approfondiscano le proprie conoscenze in materia di procedura amministrativa e di competenze dei vari organi politico-amministrativi, il Sindaco Melfi non può esimersi dallo stigmatizzare taluni preavvisi o preannunci “di denunciare il tutto alle autorità competenti”, preavvisi che potrebbero interpretarsi come neppur tanto sottaciute minacce, tanto più che di essi si divulga notizia non a tempo debito ma ad orologeria: l’interrogazione dell’on. Burtone è del 16/01/2012 ma la stampa la pubblica il giorno precedente all’udienza in Corte d’Appello di Potenza svoltasi in data odierna (24/01/2012) e disertata dagli “alcuni cittadini di Tricarico” che hanno impugnato la sentenza del Tribunale Civile di Matera di reintegro del Melfi nelle funzioni di Sindaco (n. 475 del 19/10/2011). Per la cronaca, il Presidente della Sezione Civile ha fissato una nuova udienza per il giorno 01/02/2012.

Nell’attesa di potere svolgere l’attività amministrativa, giusto l’incarico ricevuto da 1746 elettori tricaricesi, l’”eletto Sindaco di Tricarico e gli altri organi comunali” confidano nella competenza ed imparzialità degli organismi preposti a vigilare ed a garantire alla città di Tricarico un clima di serena e costruttiva vita democratica, con l’apporto serio e competente di tutti e di ciascuno, “consiglieri di opposizione” compresi.

IL SINDACO

Prof. ANTONIO MELFI

 

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