Il pellegrinaggio continua”: La “via crucis” del CMB, prossima “stazione” Policoro

Non vogliamo confondere il sacro con il profano ma la similitudine rende perfettamente l’idea delle enormi difficoltà logistiche che la società sta attraversando in questo periodo. Non bastava il Covid e l’emergenza sanitaria a complicare la situazione, è ancora attuale l’atavica difficoltà delle strutture sportive in Basilicata. Se ci considerate una società resiliente non ci offendiamo, considerateci folli perché stiamo continuando ad investire risorse umane ed economiche in un territorio che fa di tutto per allontanare quello che di bello c’è in una Regione unica al mondo. Il nostro esordio nel mondo del futsal è avvenuto a Calciano, un piccolo paesino della provincia di Matera, successivamente, ci siamo trasferiti a Grassano dove abbiamo disputato campionati Regionali e Nazionali, fino alla Serie B; da Grassano il viaggio continua con la squadra che ha dovuto emigrare prima a Salandra, per disputare il campionato di Serie A2 e il primo di Serie A per l’inadeguatezza (standard Divisione) del palazzetto dello sport N.Caruso di Grassano mentre il secondo anno di Serie A tutta la struttura del club si è trasferita a Matera presso la tensostruttura di via dei Sanniti.
 
La situazione attuale:
 
Matera: ad oggi la Tensostruttura di Matera non è stata ancora adeguata agli standard richiesti dalle norme federali, e dall’Amministrazione materana non è dato conoscere un cronoprogramma degli interventi pianificati, tali da poterli comunicare alla Divisione Calcio a 5; si consideri che la prima pec di richiesta da parte della medesima Divisione è datata 24 giugno 2021, come a conoscenza anche dell’Amministrazione;
 
Grassano: la struttura in fase di realizzazione a Grassano non è pronta da tre anni, ed a seguito di interlocuzioni telematiche, anche in questo caso, non è dato conoscere notizie in merito alle tempistiche di utilizzo per la stagione attuale;
 
Altamura: l’Amministrazione Comunale di Altamura, non ha comunicato nulla rispetto alle richieste effettuate, ed alle interlocuzioni avvenute in presenza anche degli Amministratori di Matera; ricordiamo che questa sarebbe stata la soluzione più funzionale, vista la distanza tra Matera ed Altamura;
 
Alternative: gli impianti sportivi di Salandra e Policoro; per la prima soluzione, si tratta di una “casa” sempre aperta con un’Amministrazione Comunale accogliente e aperta al dialogo che però riscontra delle criticità nel raggiungerla agevolmente oltre ad avere il problema di una capienza di spettatori ridotta cause norme restrittive anti-covid. L’ultima e unica ancora di salvezza è rappresentata dal “PalaErcole” di Policoro, ottima struttura idonea per ospitare la Serie A sia in termini di capienza che in termini di campo da gioco con l’unica Amministrazione con cui oggi è stato possibile dialogare e pianificare in termini concreti, e soprattutto in tempi brevi. Sarà, dunque, il PalaErcole di Policoro la nuova casa del CMB per l’inizio del terzo anno consecutivo in Serie A. D’altronde immaginare di attendere ancora risposte a meno di un mese dall’inizio del campionato sarebbe stata, ed è, un’eresia assoluta, e solo chi non è in grado di valutare l’impegno e l’organizzazione di un campionato della massima serie nazionale può pensarlo.
 
Il ringraziamento alle due Amministrazioni Comunali sopra citate è veramente schietto ed autentico.
 
Naturalmente per chi non ne fosse a conoscenza si tratterà di un ulteriore salasso a livello finanziario, con un peregrinare di calciatori che abiteranno a Matera e che per 2 giorni a settimana si alleneranno in quel di Policoro, oltre che il giorno della disputa della partita.
 
La domanda sorge spontanea: quando finirà quest’agonia? Per quanto tempo ancora saremo costretti a questo pellegrinaggio? Per quanto tempo ancora ci “dissangueremo” in termini finanziari, e continueremo a chiedere sacrifici ai nostri giocatori?
Perché è chiaro, che ciò che altri avrebbero messo in atto da tempo, ovvero mollare, prima o poi potrebbe capitare anche a noi.
 
Questo solo ed esclusivamente nel nome “dei tempi della Pubblica Amministrazione”; perché questa è la risposta che ascoltiamo da anni.
Se non siamo resilienti chiamateci folli, non ci offendiamo!

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