Il suino di Cancellara alla prova Marche ed Emilia Romagna

Un’occasione di confronto e scambio di esperienze su metodi e modelli organizzativi tra aziende zootecniche che hanno scelto di dare un valore aggiunto alla produzione  agricola, ovvero di associarsi in una associazione temporanea d’impresa “ATI salumi cancellaresi” per trasformare e commercializzare la carne di suino prodotta nei propri allevamenti. Sarà questo lo scopo del viaggio-studio organizzato dall’Azienda Agraria Sperimentale Dimostrativa “Pantano” di Pignola dell’ALSIA, per le giornate di giovedì 20, venerdì 21e sabato 22 gennaio, che vedrà protagoniste 15 di aziende zootecniche della montagna di Cancellara in visita alla realtà di produzione e trasformazione di suini in Marche e in Emilia Romagna.

Il viaggio è una delle azioni che l’ALSIA (Azienda Agricola di “Pantano” di Pignola e Comunità Montana “Alto Basento,” con il supporto dell’Amministrazione locale di Cancellara), hanno messo in atto per rilanciare l’economia degli allevamenti suinicoli del territorio rurale di Cancellara.

Partendo da questo obiettivo, i tre Enti pubblici hanno dato vita a una collaborazione, che ha  portato al riconoscimento della Salciccia di Cancellara tra i prodotti tipici della Regione Basilicata e alla sua pubblicazione nella decima revisione dell’elenco dei prodotti tradizionali riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole ai sensi del D.M. n° 350/92.

In una nazione come quella italiana, forte importatrice dalla Germania di carne di maiale, i cui livelli di diossina sono, è notizia di pochi giorni fa, superiori ai limiti ammessi per legge, si vuole far riscoprire ai consumatori la produzione di origine controllata rivolgendosi direttamente agli allevatori locali che allevano e trasformano maiali in strutture indenni da malattie secondo tecniche che si basano sull’igiene, la sanità e il benessere degli animali, nonché sulla qualità dell’alimentazione.

Qualità che deriva dalle caratteristiche degli animali allevati, dalla qualità degli alimenti utilizzati in ogni fase della crescita del suino e dalla possibilità di pascolo.

Le prove di macellazione finora eseguite su animali dell’età di 15 mesi e del peso medio di 210 kg, hanno messo in luce caratteristiche peculiari in rapporto alla possibilità di ottenere prodotti di elevata qualità.

Il programma del viaggio-studi prevede nella giornata di giovedì l’incontro tra la delegazione composta da allevatori di Cancellara e funzionari ALSIA con il tecnico dott. Ugo Testa dell’ASSAM (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare Marche) che segue l’allevamento del suino ‘della Marca’. Le giornate di venerdì 21 e sabato 22  proseguiranno a Parma con l’incontro presso l’APA  (Associazione Provinciale Allevatori) del dott. Raffaele Manini e del suo staff tecnico di veterinari impegnato nella selezione genetica del suino “Nero di Parma” e presso il SSICA (Stazione Sperimentale per le Industrie Conserviere Alimentari) con il dott. Pietro Baldini per capire le peculiarità della trasformazione delle carni di suino nero di Parma.

In entrambe le giornate sono in programma le visite ad allevamenti suini e di trasformazione, per conoscere come i ‘colleghi marchigiani e emiliani’ sono riusciti a farsi conoscere e apprezzare dai consumatori la loro produzione di nicchia attraverso una specifica valorizzazione, in quanto produzione limitata che trova il giusto spazio nella ristorazione di alto profilo e nella trasformazione in salumi di straordinaria unicità, commercializzati, soprattutto, attraverso la vendita diretta.

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