Ilva, la fabbrica che uccide

La fabbrica che uccide, sia dentro che fuori. Claudio Marsella, giovane lavoratore ventinovenne, è morto nella fabbrica dei veleni a Taranto. La sicurezza sul lavoro è il grande tema quotidianamente dimenticato, utile ai media, più che alla coscienza civile di un popolo, costretto ad arrischiare la propria vita per lavorare. Al di là di tutte le contrapposizioni, una vita persa durante un turno di lavoro rimette in luce il disinteresse dei “padroni” per la tutela dei lavoratori.

Il Governo attuale continua a non voler essere incisivo nel diffondere una cultura della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro, né istituire meccanismi di controllo adeguati sulle scelte delle imprese. La maggior parte delle imprese del nostro Paese non rischiano i propri capitali, investendo in sicurezza, in ricerca e formazione per ottenere prodotti di alta qualità.

Mentre l’attenzione pubblica si perde nel populismo di Grillo e Berlusconi, la vita dei lavoratori rimane in costante pericolo senza che nessun governo si ponga il problema di come evitare tali insensate tragedie.

Gli ultimi 30 anni di offensiva neo liberista hanno tragicamente schiacciato il lavoro in una morsa, minando le tutele sindacali, impedendo sempre più ai lavoratori di tutelarsi e rivendicare sicurezza e dignità, portando le morti bianche una lista infinita senza apparente ragione.

Pretendiamo che su questa tragedia, come su tutte le altre, venga fatta giustizia una volta per tutte non solo tramite le inchieste della magistratura, ma tutelando i lavoratori e le lavoratrici ed i loro diritti, fuori e dentro lo stabilimento della città delle nuvole.

Il nuovo piano industriale diventa una richiesta più che emergenziale contro la speculazione economica, il ricatto occupazionale, il disastro ambientale e sociale di cui i Riva e i Governi, con i loro silenzi, sono colpevoli. E’ necessario parlare di lavoro nei suoi molteplici aspetti, ridando quel valore che le logiche di mercato, negli anni, hanno sottratto.

Le morti bianche sul lavoro e nelle città (a Taranto, nei quartieri Paolo VI e Tamburi, la mortalità è 4 volte superiore alla media) devono diventare un tema politico di una “Repubblica fondata sul lavoro”.

Rete della Conoscenza Puglia

 

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