Immobili fantasma e rendita presunta, la Confesercenti attiva uno sportello informazione-consulenza in provincia di Potenza

L’Agenzia del Territorio ha individuato fabbricati o ampliamenti di costruzioni che risultano non dichiarati al Catasto, utilizzando le immagini aeree del territorio nazionale e ha attribuito a questi una rendita presunta. Solo in provincia di Potenza sarebbero 24 mila i casi di “manufatti” non dichiarati, ricadenti in quasi tutti i comuni. La questione è che i cittadini (privati e piccoli operatori economici) non ne sono informati. Lo sostiene la Confesercenti provinciale di Potenza, con l’invito a tutti i cittadini a verificare la posizione poiché le notifiche di questi provvedimenti non arriveranno mai a casa, dato che la legge consente che avvengano esclusivamente on line. Inoltre, tali rendite presunte verranno utilizzate dai comuni per gli avvisi relativi agli stessi immobili per l’ICI arretrata con decorrenza dal 2007.

Questa in sintesi la questione sollevata che – evidenzia Confesercenti – che ha l’obiettivo di informare i proprietari dei cosiddetti immobili fantasma delle possibilità di mettersi in regola senza incorrere in pesanti sanzioni e dunque conseguenze non quantificabili (accertamenti non contestabili, cartelle esattoriali, sanzioni amministrative quadruplicate):

L’Agenzia del Territorio ha provveduto a emanare avvisi di accertamento riguardanti la rendita presunta di tutti gli immobili cosiddetti “fantasma”, che non sono stati dichiarati spontaneamente dai soggetti interessati. La particolarità è che questi avvisi non vengono notificati, ma bisogna andare in Comune e accertarsi dell’esistenza a proprio carico di queste richieste di pagamento, oppure visitare il sito internet dell’Agenzia del Territorio http://www.agenziaterritorio.gov.it/ per verificare l’elenco delle particelle di catasto terreni e le corrispondenti unità immobiliari urbane del catasto edilizio urbano, oggetto di attribuzione di rendita presunta.

Si consideri che la legge dispone che per le unità immobiliari alle quali è stata attribuita la rendita presunta, stante il disposto di cui all’art. 11, comma 7, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, i soggetti obbligati devono provvedere alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale, con le modalità previste dall’art. 1 del decreto del Ministro delle Finanze 19 aprile 1994, n. 701, nel termine di 120 giorni dal 30.11.2012, data della pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale n. 280, del Comunicato con cui si dà notizia dell’avvenuta affissione all’albo pretorio dei Comuni degli atti relativi alla seconda fase di attribuzione della rendita presunta, di cui all’art. 19, comma 10, del decreto-legge n. 78 del 2010.

I soggetti interessati possono chiedere, con istanza in carta semplice, il riesame dell’avviso di accertamento, in sede di autotutela, nei seguenti casi:

– errata intestazione della particella di catasto terreni su cui è stato edificato il fabbricato non dichiarato;

– non accatastabilità dello stesso fabbricato;

– avvenuta presentazione, precedentemente alla data di registrazione in atti della rendita presunta, della dichiarazione “Docfa” per l’accatastamento del fabbricato stesso.

A questa dichiarazione di accatastamento, per non essere costretti a pagare l’importo di cui all’accertamento a carico, deve obbligatoriamente seguire apposito ricorso per la rideterminazione dell’importo da pagare, da presentarsi perentoriamente entro e non oltre il 30 marzo 2013 (vale a dire tra poco più di un mese). In mancanza, l’accertamento diviene definitivo e non più contestabile.

La Confesercenti ha istituito presso la sede di Potenza uno sportello di informazione e consulenza su ogni aspetto di sanatoria catastale per venire incontro alle esigenze dei cittadini ed operatori economici.

 

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