Imprenditore edile salentino travolto da una lastra di cemento

Ennesima vita spezzata sul lavoro, una ‘morte bianca’ che colpisce il Salento. Ed ancora una volta, il teatro della tragedia è un cantiere, ad Ugento, in via Acquarelli, in cui erano all’opera, fin dalle prime ore dell’alba, alcuni operai. La vittima è Giovanni Colitti, il titolare di una ditta individuale. Aveva solo 53 anni ed era un imprenditore edile molto conosciuto, nel circondario. Per lui, purtroppo, sembra davvero che non ci sia stato nulla da fare.

Una morte sconvolgente e istantanea. L’uomo è rimasto schiacciato sotto un pesante blocco di cemento. Il dramma si è consumato intorno alle 6 del mattino. Colitti e altri quattro operai, a quell’ora, erano già al lavoro. Con tutte le attrezzature del caso, stavano costruendo alcune lastre di cemento che, una volta assemblate, sarebbero state utilizzate per erigere i muri di cinta delle ville.

Nel piazzale in cui erano all’opera, c’erano anche altri quattro blocchi, alti circa 1 metro e mezzo ciascuno, per 2 di larghezza. Posizionati uno accanto all’altro, ma non fissati al terreno. Per motivi ancora da accertare, forse proprio durante la lavorazione, il primo blocco ha iniziato a oscillare, per poi coricarsi su un fianco e travolgere il blocco vicino: un vero e proprio effetto domino. Dall’esito sconvolgente.

Colitti era piegato, in quel momento, intento in un’altra operazione, e non è riuscito a scansarsi. Rimasto travolto, è spirato in pochi istanti per soffocamento del torace. Gli altri operai hanno chiamato subito i soccorsi. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, che non hanno però potuto fare altro che constatare il decesso, i Carabinieri della stazione locale e gli ispettori dello Spesal, ai quali è affidato il compito di verificare l’applicazione delle norme di sicurezza. L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero di turno, Alessio Coccioli.

Il segretario generale della Cgil di Lecce, Salvatore Arnesano, ha espresso il suo cordoglio alla famiglia di Colitti, sottolineando che “i controlli sui luoghi di lavoro sono troppo pochi e poco frequenti e che l’azione di prevenzione, attraverso percorsi di formazione e informazione dei lavoratori e delle aziende, è insufficiente se non addirittura, in molte realtà del nostro territorio, inesistente. La normativa vigente può fare poco se non è supportata da un’azione concreta sul territorio”.

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