In aumento il numero degli aspiranti inquilini della Casa dello Studente a Lecce

Aumenta il numero degli aspiranti inquilini delle case dello studente, ma i posti restano quelli dello scorso anno. È quanto emerge dai primi dati di Adisu Lecce sulle domande di posti alloggio arrivate dagli studenti dell’Università del Salento. Il bando per gli iscritti agli anni successivi al primo si è chiuso lo scorso 12 agosto, ed il numero di richieste pervenute è quasi pari al numero totale di posti disponibili nelle quattro case dello studente leccesi, ovvero la residenza ‘Angelo Rizzo’ (via Adriatica), la ‘Maria Corti’ (via Lombardia), la ‘Ennio De Giorgi’ (via dei Salesiani), e la ‘Lopez y Rojo’ ubicata a Monteroni, in via del Mare.
Per il primo anno il bando si è chiuso il 12 settembre scorso e la graduatoria verrà pubblicata ufficialmente il prossimo 28 ottobre; i dati provvisori forniti dagli uffici parlano di 337 domande presentate, tra matricole del primo anno della triennale e matricole della magistrale, e 255 aventi titolo. Tra gli iscritti al primo anno, dovrebbero poter entrare effettivamente 61 persone, e 18 della magistrale.
Ulteriore aspetto da valutare è che la Regione Puglia, a giugno, ha approvato l’innalzamento delle soglie degli indicatori della situazione economica e patrimoniale per l’accesso per la domanda di benefici e servizi erogati da Adisu Puglia. La soglia Isee è passata da 18mila a 23mila euro, quella Ispe da 30mila a 50mila euro, uno scarto notevole che ha permesso ad una platea più vasta di studenti di presentare la propria domanda di borsa di studio, servizio mensa o posto alloggio. I posti, tuttavia, restano sempre gli stessi.
“Lo scorso anno nessuno studente è rimasto fuori – dichiara Antonio Palmiotta, direttore amministrativo di Adisu – Su 350 posti disponibili abbiamo soddisfatto la domanda di 330 studenti aventi titolo, e i rimanenti venti posti sono stati occupati da 18 studenti Erasmus e da due studenti che non erano destinatari dei benefici ma che hanno usufruito del servizio a pagamento. Quest’anno il cambiamento dei parametri d’accesso potrebbe, paradossalmente, portare all’esclusione di molti studenti dai servizi a cui pure avrebbero diritto”.

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