In preparazione il piano generale della mobilità ciclistica. Le proposte della Puglia

Il MIT sta predisponendo il Piano Generale della Mobilità Ciclistica (PGMC), che contiene proposte per la riconfigurazione dello schema di rete delle ciclovie di interesse nazionale, ed ha avviato a tal riguardo il confronto con le Regioni. In coerenza con il Piano regionale della mobilità ciclistica della Regione Puglia, in fase di approvazione, il PGMC ha accettato alcune variazioni proposte dalla Regione come lo sviluppo della Ciclovia della Magna Grecia dal nodo terminale di Metaponto al successivo nodo di Taranto e l’estensione della Ciclovia Adriatica sino al nodo di Santa Maria di Leuca. Quest’ultima è stata inserita tra le direttrici nazionali di livello primario, aspetto che evidenzia la necessità che il suo percorso venga riconosciuto anche per l’omonima Ciclovia inserita nel Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche, ora ferma a Margherita di Savoia.
Il PGMC consente alla Regione di essere ampiamente servita dalle ciclovie di interesse nazionale, frutto della intensa programmazione di interventi sulla mobilità ciclistica attivata negli ultimi anni. La Puglia ospita infatti numerose direttrici longitudinali e trasversali delle ciclovie di interesse nazionale di livello primario e in più le ciclovie nazionali di livello secondario nel tratto Matera-Bari della Ciclovia dei Borboni e nel tratto Venosa-Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) della Ciclovia dell’Acquedotto pugliese. Relativamente a questa Ciclovia è stato proposto al MIT di riclassificarla come direttrice principale di livello primario, considerato che essa è inserita anche nel Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche.
La Puglia è poi interessata da due tratti delle ciclovie della rete transeuropea EuroVelo: la EuroVelo 5 via Francigena (Londra-Brindisi) nel percorso Matera-Taranto-Brindisi e la EuroVelo 8 Mediterranean Route, ciclovia che si sviluppa lungo l’arco costiero europeo del Mediterraneo da Atene a Cadice. Crea perplessità la proposta del MIT che prevede un percorso che taglia la Puglia, escludendo l’area salentina e collegando Brindisi a Taranto dall’interno piuttosto che svilupparsi lungo l’arco costiero adriatico e ionico pugliese. La Regione ha quindi chiesto di modificare il percorso della ciclovia di interesse nazionale, che si sovrappone alla EuroVelo 8, portandolo lungo tutta la costa pugliese, così da valorizzare il Salento e la costa ionica, e di inserirlo tra le direttrici di livello secondario.
La mobilità ciclistica rappresenta una importante opportunità per promuovere il trasporto sostenibile e nuove forme di turismo. Il cicloturismo, infatti, è ormai una notevole risorsa e la Puglia punta ad offrire ai cicloturisti ciclovie e velostazioni che rispettino gli standard europei e garantiscano il collegamento con nodi di scambio intermodale, così da rendere agevole viaggiare tra i nostri incantevoli paesaggi e le nostre città d’arte.

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