Iniziativa della CIA Basilicata e Veneto per le alluvioni

Nell’ambito della settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione (7-15 maggio) che vede un fitto programma di iniziative in tutto il Paese, si intensifica la cooperazione tra la Cia della Basilicata e quella del Veneto sul tema della sicurezza idrogeologica. Oggi il Presidente lucano della Cia Donato Distefano, in qualità anche di vice presidente nazionale dell’Anbi (Associazione nazionale bonifiche e irrigazione e miglioramenti Fondiari), a Padova incontra dirigenti della Cia veneta e domani giovedì 12 maggio presso il Palazzetto dello Sport di Casalserugo (Padova) sarà relatore ad un convegno dal titolo: “Stop Alluvione!” Sicurezza idraulica e agricoltura. Fatti, non parole!”. La Cia delle due regioni chiede in particolare che i Consorzi di bonifica tornino ad assumere un ruolo da protagonisti nel garantire la sicurezza idraulica. In più c’è la richiesta alle Regioni della certezza di una dotazione di risorse finanziarie adeguate alle funzioni assegnate ai consorzi nella realizzazione e manutenzione di opere idrauliche, di impianti per lo scolo e l’allontanamento delle acque, prendendo atto che un primo finanziamento è stato già destinato dalla Giunta Regionale della Basilicata a favore al Consorzio di Bonifica Bradano-Metaponto.

“Il sistema CIA, che opera in tutto il Paese, in una logica solidaristica, specie nei casi di emergenza alluvionale nel Metapontino come in aree del Veneto – sottolinea Distefano – è al fianco degli agricoltori e delle Comunità Locali colpite. Il confronto con la CIA del Veneto è finalizzato a mettere a confronto esperienze, proposte, mutuare efficaci soluzioni già adottate a sostegno della ripresa produttiva del settore. “Un modo – aggiunge il presidente lucano della Cia – per sentirsi parte di un mondo che soprattutto in queste occasioni è capace di fare sistema, oltre che rivendicare adeguate politiche in materia di salvaguardia del territorio ed agricola alimentare per una nuova stagione di progresso dei territori. Un modo di fare sindacato, di sviluppare attività di rappresentanza, nei territori, affrontando i problemi veri del settore in una logica di coesione, di solidarietà ed unitarietà nel Paese, al Nord come al Sud, e per rivendicare dal Governo le misure necessarie non solo al risarcimento degli ingenti danni subiti ma per finanziare Piani territoriali di prevenzione idrogeologica gli unici strumenti in grado di garantire che le calamità naturali non si ripetano”.

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