Io vivo per te, idee in corso. Reindustrializzazione o nuova vita

Giro di boa di “Io vivo per te, idee in corso” giunto a metà del suo viaggio verso Potenza a novembre e verso il documento di programmazione secondo MPA. Ieri a Ferrandina si è parlato di Val Basento. Di proposte concrete e valutazioni su un territorio che deve tornare ad essere tassello importante dell’economia regionale. Ad aprire i lavori, Angelo Tosto. Partito da un dato preoccupante sul tasso di disoccupazione in Basilicata, parla della Valle come di un’occasione da non perdere ancora, incoraggia i Sindaci a fare massa critica e dice: “dobbiamo prendere la nostra vita in mano, imparando a scegliere e camminando sulla strada di una dialettica chiara e sincera fra parti datoriali e sindacati”. Gli si associa, Mollica, che parla di una politica in grado di avere un occhio alle emergenze ed uno alla lunga prospettiva, “perché senza slancio oggi non potremo legarci all’onda della ripresa domani”.

“Vorremo sempre un confronto schietto, aperto propositivo come questa sera”. Dichiara Falotico, plaudendo alla conferenza di programma sulla Val Basento, organizzata dall’assessore Viti ed in vista a breve. Da questa auspica emerga un punto di partenza solido e capace di dare certezze sul futuro. In una Valle che non è un cimitero lavorativo, 1.000 unità, regolarmente stipendiate dalle aziende, e dove non si possono più portare proposte che poi restano inevase. Situazione per situazione, temi e vocazioni in chiave autonoma e mai autonomista, il segretario regionale richiama tutti all’unità. Il popolo lucano deve sempre essere coraggioso. La Politica deve dimostrare, da buon padre di famiglia ed in piena coerenza con la missione di “Io vivo per te”, che le ragioni della Basilicata sono un passo avanti agli individualismi, alle divisioni, alle guerre di casacca. Parla della Valle del Basento e considera la questione petrolio fondamentale. La nuova trattativa non può vederci solo interessati alle royalties intese come quattrini. Dalle Compagnie estrattrici va preteso un intervento che si sostanzia in nuovi posti di lavoro a partire dalla Val D’agri per finire alla Val Basento. E’ una questione di metodo, non possiamo più accettare dilazioni sulla tempistica né sugli interventi da realizzare. La politica a 360 ora deve assumersi le sue responsabilità. “Abbiamo bisogno di posti di lavoro, magari nel settore bioagro-energetico. Fra gli interventi, Galante, ex commissario Alsia, componente del MPA, favorevole ad una catena del freddo, vede un possibile rilancio del territorio nell’investimento nel settore agroalimentare.

Pietro D’Amelio, comitato regionale MPA, plaude alla manifestazione, perché in essa intravede un nuovo punto di partenza per opportunità e progettualità concrete in Val Basento. Chiede in cambio ai rappresentanti della Regione, un maggiore impegno nell’attività di controllo e di non subire i processi ma di governarli. Così come vede strategico un dialogo aperto con le parti datoriali. Sono loro a delineare le caratteristiche di un sito attraente per l’industria sì, ma sempre in chiave verde.

I sindaci di Pomarico, Grottole, Salandra, Grassano, Ferrandina sanno quali sono i bottoni importanti da premere per ripartire: energia conveniente, più bandi regionali e meno burocrazia, occhi più sereni per scegliere sulle nuove opportunità e non disperderle come fu per la Centrale turbo gas, un maggiore impegno nell’attività di controllo monitoraggio dei fenomeni epidemiologici in Valle. Il numero di malati oncologici è cresciuto. Bisogna comprendere la matrice e rimuoverla. E poi: lavoro, lavoro, lavoro.

 

Per il senatore, D’Amelio, sindaco di Ferrandina, “nella programmazione regionale non si è tenuta in debita considerazione la Valle del Basento, strategica non foss’altro per il suo posizionamento geografico”. Questa possiede già delle infrastrutture, però mai rese operative, come il centro intermodale, che le consentirebbero di rigenerarsi. “Chiede poi ai Consiglieri e all’assessore regionale di riportare in Assise la Valle, perché non sia dimenticata”. Per i sindacati Cisl e Uil un possibile sbocco a questa situazione stagnante può arrivare dalla verifica di presenza di materie prime su cui fare filiera, certo da un’energia che deve essere meno costosa per chi fa impresa, e perché no, se la Valle deve essere il polo chimico della Basilicata che sia verde.

L’assessore al lavoro Viti, ha puntualizzato con un’analisi che guarda alla prospettiva come “la via d’uscita dalle secche corrisponde ad una programmazione retta su una visione integrata. Ritiene la Val Basento, il petrolio e il polo del salotto fra loro legati e parla di come si stia costruendo una cabina di regia fra Governo regionale e Centrale, figlia di un’attività negoziale tutta nuova”. Cita dati e appuntamenti vicini come quello del 30 settembre prossimo, data in cui dovrebbe partire il progetto per il salotto e dichiara “la Val Basento è una cosa seria”.

“Non c’è antinomia fra ambiente e industria”. Sostiene Somma, di Confindustria. Norme rigide esistono per fare impresa chimica che sia amica della natura. L’ambientalismo forzato può far danni e la mancata informazione presta il fianco a chi agita fantasmi sull’opinione pubblica, dimenticando di dire che per esempio la Metapontum Agrobios possiede la caratterizzazione di tutta la Val Basento dalla quale si potrebbe già partire per verificare cosa va bonificato e come. Non perdiamo le opportunità future, mettendo in piedi una programmazione non per spot ma efficace nella gestione dieri quasi quotidiana delle situazioni”.

 

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