Ivana Orlando presenta il poeta Pieraldo Carlo Forte nella sua rubrica ‘Forme di Arte’

ivana orlando 2Approdare in una stanza dei Sogni, come in un oasi protetta tra conservazione e progresso, sulle strade della leggenda e i profumi di terre lontane..

Non so proprio cosa dire, se non cercare di scoprirmi poco alla volta.. da ragazzo mi sentivo adulto e ribelle, oggi adulto e vecchio mi sento ragazzo e ribelle!! ma tutto da scoprire.

L’Azzurro, il Grigio, il Buio del Cielo..

Albergo per Poeti e Non,

al servizio del Nostro ispirato io.

Dio cavaliere di Angeli!!

Dov’è Dio.. se non in quel vuoto Assoluto, fatto d’improvvisi brividi.. abbandonati alla confusione

Nel mio Autobus un Dio..

Ma quale??

di quale parte del mondo???

Bolle di Sapone

Sublime attimo, di verde prato, e silenzioso cammino è la goccia di ieri. Notte d’Agosto, di stelle cadenti, due cuori, s’inventano trucchi da svelare. D’Incertezze è l’amore, di paure il lontano, il vicino, e il chiedere al cuore se è tutto vero. La mia vita, vita tua; nel ripetersi di secondo in secondi, oltre il contare. Fatti avanti voce, canta il sogno del tuo pianto di ieri. Parole mi hai chiesto, la più piccola di tutte, e solo per te; ti guardai e risposi: Ti amo. Rimpianto, non essere poeta, rimpianto.. quella foglia condannata, rimpianto.. il non saper ascoltare, rimpiango l’amore. Nulla si ripete, e la bellezza passerà?!.. Davanti ai tuoi occhi, un bacio, e un campo di nuovi fiori. Visto dall’alto.. la vita un’ istante; senza dubbi, raccolgo per terra un minuto e il mio tempo; scelgo il silenzio, un ritratto di donna, e un amore felice. Da quel giorno, le mie mani scrissero di gocce, vive d’amore.

Gioielli le comete, diamanti nelle notti del cielo;

sogni del Paradiso, purgatori speciali dell’Immenso;

dipinti d’autore di quel viso non nuovo.

Visioni al buio, fregi d’oro;

fatale groviglio di bellezza..

Resta con me ricordo.. Ritratto, di puro diamante.

In una sera a metà, sottile l’aria;

fece uscire dal nulla, una scintilla d’ambizione e;

tappezzare di nuovo, quel che era rimasto del mio vecchio cuore.

Non camminai molto, mi bastò il tempo di una notte;

e quando il mattino, diventò una spirale del giorno;

riuscii a capire quella sottile aria.

Nella via, di fronte a me c’era lei;

non l’avrei mai più creduto possibile,

ci guardammo negli occhi e, l’imprudenza fu solenne.

– Ti ho cercato ovunque dov’eri..

– Anch’io ti stavo cercando.

Pochi secondi dopo..

Le nostre braccia si strinsero,

le nostre labbra si baciarono,

l’aspettare era finito.

di: Pieraldo Carlo Forte

Trino VC

 

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