Comunicati

La CISL FP risponde ad un comunicato di un componente RSU del Comune di Taranto

bandiera cislAl Sig. Sindaco

Dott. Ippazio STEFANO

Al Segretario Generale

Dott.ssa Annamaria FRANCHITTO

Al Rappresentante di Parte Pubblica

Dott. Paolo SPANO

Al Segretario Generale USR CISL Puglia

Giulio COLECCHIA

Al Segretario Generale CISL FP Puglia

Enzo LEZZI

Al Segretario Generale UST CISL

Daniela FUMAROLA

Ai Segretari Aziendali del Comune di Taranto

CGIL – UIL –CSA – Diccap

Al Coordinatore R.S.U. del Comune di Taranto

 Oggetto: Risposta nota componente RSU Capobianco del 17.10.2013.

Le forme di manifestazione del pensiero possono essere le più disparate.

E ciò a condizione, tuttavia che le stesse restino nel campo della opportunità e della legittimità, ancor di più della liceità.

Campi, questi, del tutto sconfinati dallo scritto del componente R.S.U. Capobianco.

Difatti, se non si conoscesse il retro pensiero che muove le affermazioni del Capobianco contro questa Organizzazione Sindacale, ci si potrebbe chiedere come mai un esponente R.S.U., lungi dall’esercitare le proprie prerogative attraverso i poteri/doveri che la legge gli attribuisce (primo fra tutti la partecipazione ai tavoli di contrattazione), decida di scrivere una “lettera”.

Cioè a dire come mai il componente R.S.U. Capobianco insorge contro questa Organizzazione Sindacale all’indomani della sottoscrizione dell’unico Contratto Integrativo di cui il Civico Ente si sia mai dotato e che abbia ottenuta la certificazione, sia sotto l’aspetto finanziario-contabile che normativo, da parte del Collegio dei Revisori dei Conti!

Cioè ancora a dire perché il sig. Capobianco, profondo conoscitore della realtà comunale, preferisce opporsi ad un Contratto Integrativo in luogo di pronare, nell’interesse dei lavoratori che dovrebbe rappresentare ad eliminare quelle imperfezioni che (a suo dire) quel Contratto Integrativo presenterebbe!

Forse per manifesta, perdurante e colpevole incapacità rappresentativa?

O forse perché la penna intinta nell’inchiostro della rabbia e del veleno non avrebbe potuto trovare sede in un Contratto Integrativo Aziendale ma solo in un delirante scritto personale sottratto a qualsiasi contraddittorio!

Per di più nello scritto in parola si accusa questa Organizzazione Sindacale di “non voler andare in Tribunale”.

Orbene, se questa è l’accusa che ci viene mossa, possiamo dirci fieri.

Ciò in quanto il luogo istituzionalmente deputato alla trattazione delle materie di competenza di una Organizzazione Sindacale sono i tavoli di rappresentanze, concertazione e contrattazione.

Solo esperite inutilmente queste modalità naturali e connaturate dal ruolo di una Organizzazione Sindacale, solo dopo è legittimo il ricorso ai Tribunali, attraverso quei Procuratori che ligi al proprio mandato e senza promuovere lite temerarie, possano al meglio rappresentare gli interessi dei lavoratori.

Questi sono i veri valori popolari di un SINDACALISMO leale, fedele, coerente e, soprattutto, di buona e lunga memoria.

Su tutto questo il componente R.S.U. Capobianco dovrebbe riflettere.

Ma al di là di questa considerazione, il senso di questa nota, purtroppo indotta, sta, per un verso nel prendere le distanze dall’atteggiamento diffamatorio del Sig. Capobianco e, per altro, è più importante aspetto, nel ribadire la posizione di questa Organizzazione Sindacale che, ancora una volta, manifesta la propria disponibilità al confronto (purché civile) e al contraddittorio nelle sedi a ciò istituzionalmente deputate.

Fedeli allo spirito di sempre che pone questa Organizzazione Sindacale in un ruolo “servente” rispetto all’interesse dei lavoratori e lontana mille miglia da tracotanti, deliranti e autodistruttivi personalismi.

Cosimo Nasole – Segretario Generale CISL FP Taranto-Brindisi

 

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