La compagnia ‘Talia Teatro’ presenta la seconda edizione de ‘Il Teatro greco nei Sassi’ e la prima edizione de ‘Il Teatro comico nei Sassi’

Continua l’attività della compagnia ‘Talia Teatro’. Stamane, presso la sede dell’associazione materana, ubicata nel Sasso Barisano, è stato presentato il cartellone de ‘Il Teatro Greco nei Sassi’ e de ‘Il Teatro Comico nei Sassi’. Tre diverse commedie, tutte legate a doppio filo dalla volontà del gruppo diretto da Antonio Montemurro di proporre un buon prodotto, che sappia coinvolgere lo spettatore.

‘Il Teatro Greco nei Sassi’, giunto alla sua seconda edizione, propone ‘Medea’, opera di Euripide. Definita unanimemente come un capolavoro di psicologia, mette a fuoco la figura della donna del V secolo a.C., ribattezzata come “la creatura più infelice di tutti gli esseri muniti di intelligenza”, perchè la sorte ha riservato tante miserie al mondo femminile. Rileggendo l’opera, la si trova attuale, nonostante siano passati 2500 anni. Medea è una donna straniera che, in preda alla disperazione, si ribella, maledice, supplica. Con, sullo sfondo, il problema del parto, un’autentica sofferenza: 2500 anni fa il parto era un’occasione di morte per le donne. Un dato fa riflettere: nel 1850 la percentuale di donne morte dopo aver dato alla luce il proprio figlio era di 1:3. Ai tempi di Euripide, quindi, si potrebbe pensare che la percentuale fosse addirittura di 1:2. Emblematica una frase di Medea: “Preferirei imbracciare tre volte uno scudo piuttosto che partorire una sola volta”. Medea vive a Corinto, una terra straniera per lei, assieme al suo presunto marito Giasone. Perchè, in verità, Giasone è il suo convivente, che sposa Glauce solo per sistemarsi e sistemare i figli nati dall’unione con Medea stessa. Medea viene costantemente umilata, ripudiata da Giasone, nostalgica della sua casa, a cui non potrà farvi ritorno. Essendo una donna molto intelligente, sa benissimo che è odiata, che da fastidio. Tant’è che Euripide scrive: “Più sarai superiore agli altri, più sarai odiata da tutti”. Ma Medea, temendo di essere derisa, non sopporta questo stato di cose, e in lei si crea uno stato di inferiorità, che la porta a progettare il suicidio. Per fare un dispetto a Giasone, decide di uccidere anche i suoi figli. Il finale, tragico, consegna allo spettatore una donna che si macchia di delitti orrendi, ma che non riuscirà ad odiare, perchè commosso e coinvolto nella vicenda personale di Medea, ma anche dalle parole così profonde che Euripide infonde nella coscienza umana da 2500 anni ad oggi. Gli spettacoli si terranno il 17 giugno, 8 e 30 luglio e il 26 agosto, alle ore 21, presso la Casa Grotta (Sasso Caveoso, Vico Solitario).

Per quanto concerne, invece, il cartellone de ‘Il teatro comico nei Sassi’, in programma due commedie di due grandi del teatro napoletano, Eduardo e Peppino De Filippo, riadattate in vernacolo materano, come da prassi per ‘Talia Teatro’. ‘Gennareniello’, scritta da Eduardo, è una commedia che ricalca molto ‘Natale in casa Cupiello’. Nella versione materana, la terrazza napoletana diventa un vicinato dei Rioni Sassi. La storia è quella di un anziano pensionato che vuole fare il giovane, architettando marchingegni che, secondo lui, porteranno fortuna, oppure facendo la corte ad una dattilografa un pò civetta, che lo prende solo in giro. La famiglia dell’uomo e i suoi amici reagiscono a questo quadro, ciascuno nel suo piccolo, dando la possibilità ad Eduardo di presentare allo spettatore questo scorcio di umanità con ironia, sarcasmo, ma anche senso critico. Perchè il teatro di Eduardo è contrassegnato dal trinomio risata, commozione e riflessione.

Altra opera in scaletta è ‘Suicidio collettivo’, di Peppino De Filippo, appartenente al genere della farsa. E’ la storia di don Antonio, uomo scapolo, non più giovane, che dilapida il suo patrimonio col divertimento e il gioco delle carte, finendo pieno di debiti. I personaggi sono molto comici e danno luogo ad una successione di scene esilaranti, usando alcune delle ‘facce’ più tradizionali della risata, cioè l’equivoco, il difetto di pronuncia, la parlata strana o il muoversi continuamente sulla scena. La risata è assicurata, e questo, per Peppino, era importante, e lo collocava più vicino a suo padre Eduardo Scarpetta, di quanto non lo fosse suo fratello Eduardo. ‘Gennareniello’ e ‘Suicido collettivo’ verranno proposti al pubblico il 18 giugno, 9 e 31 luglio e 27 agosto, alle ore 21.

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