La Regione Puglia stanzia 2 milioni di euro per il Parco ricerca anti-Xylella

La giunta regionale della Puglia ha stanziato 2 milioni di euro per la realizzazione di un “parco della ricerca e sperimentazione”, finalizzato a progetti che siano orientati alla prevenzione ed al contenimento del disseccamento rapido dell’olivo e alla produzione di risultati scientifici e di soluzioni innovative per contrastare la Xylella. La giunta regionale pugliese, in questo modo, è andata incontro alle richieste delle associazioni ambientaliste, che da diverso tempo si battono affinchè ci sia una via alternativa ai pesticidi e alla estirpazioni per fermare il batterio-killer.
Un plauso alla decisione della giunta regionale pugliese è arrivato dall’associazione #pattoperilterritorio, che raggruppa Coldiretti Puglia, Associazione Frantoiani di Puglia, organizzazioni di produttori aderenti ad Unaprol PugliaOlive, CoopOlio Salento, Olivicoltori di Puglia, Ajprol Taranto, il Consorzio vivaisti viticoli pugliesi, Legambiente Puglia e Terranostra, CIBI Consorzio Italiano per il Biologico, AproBio Puglia e Consorzio Puglia Natura, Codacons, Confconsumatori e Adoc Puglia.
Il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, ha commentato: “Attraverso l’attivazione di un ‘laboratorio a cielo aperto’, che aspettavamo da tempo, la Giunta intende avviare un serio piano di attività che ruota attorno alla ricerca di soluzioni integrate e diversificate, all’acquisizione e applicazione di nuove e più ampie conoscenze scientifiche”. La Xylella minaccia di annientare l’intero patrimonio olivicolo salentino. “Rischia di scomparire non solo una parte importante dell’economia agricola salentina – ha aggiunto Cantele – ma anche tutto ciò che è connesso all’albero di ulivo e cioè storia, cultura, tradizione, paesaggio, ambiente. La decretazione del Salento come unica area europea affetta da Xylella e la formazione di uno stabile cordone sanitario a nord di Lecce determineranno un triste primato per il Salento, ma dovremo creare le condizioni perché ciò si trasformi in un asset di sviluppo e di attrattività”.
La coalizione #pattoperilterritorio chiede che vengano indirizzate le risorse residue del Patto Territoriale dell’Agricoltura (6 milioni di euro) per finanziare una infrastruttura immateriale tale da costituire la più grande rete di ricerca applicata sul territorio, come per altro previsto dalla circolare dello Sviluppo economico del 28 dicembre 2012.

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