L’assessore lucano Cupparo fa chiarezza sulla platea dei beneficiari del Reddito minimo di inserimento e sul piano della forestazione

“Ancora una volta mi tocca registrare che il già assessore Braia solo adesso, dai banchi dell’opposizione, esprime tante buone idee sulla forestazione – qualcuna in verità anche cattiva e demagogica, come quella sui cosiddetti cantonieri provinciali, praticamente irrealizzabile per ovvie ragioni istituzionali e non solo – mentre dalla sua attività assessorile ci ha solo trasferito problematiche, soprattutto di natura finanziaria, incancrenite negli anni perché sempre rinviate.

Tra le questioni più scottanti ereditate, da assessore alle Attività Produttive, mi sono occupato della platea dei beneficiari del Reddito minimo di inserimento. Gli Uffici del Dipartimento hanno dovuto lavorare per mettere a punto un’azione di accompagnamento alla fuoriuscita del Programma RMI, per una platea, è il caso di ricordarlo, di ben 1576 soggetti svantaggiati rivenienti dal categoria B del Programma RMI. In primo luogo la Giunta, con l’impegno in prima persona del Presidente Bardi, ha dovuto reperire quelle risorse finanziarie necessarie che la precedente Giunta (con Braia) non era riuscita ad individuare per attuare i Progetti SAAP che impegnano oggi un migliaio di lavoratori, senza aver dimenticato nessuno del Programma RMI.

Soldi senza i quali le belle idee restano solo propaganda. Proprio come è accaduto per il Piano di forestazione 2022, con i cantieri per la prima volta avviati in due fasi da aprile-maggio scorsi. Ci vogliono infatti 32 milioni di euro per garantire le giornate lavorative (che abbiamo incrementato per tutti) dei 2850 operai addetti alla forestazione. E come ci riconoscono unanimemente sindacati e sindaci – non Braia e di questo me ne faccio una ragione – l’avvio dei cantieri con anticipo rispetto alle altre annualità precedenti consentirà di completare i lavori prima della stagione invernale.

La mia strategia è quella di riportare il cantiere forestale in capo alla programmazione della Regione con l’impiego del “braccio operativo” che è oggi il Consorzio, al quale lavorano ben 9 dipendenti regionali, pagati dalla Regione. Il mio obiettivo è di far gestire tutta l’attività di forestazione al Dipartimento Agricoltura. Una strategia che proprio per questo è diversa da quanto prevede la proposta di istituzione di Agenzia Agro-forestale, presentata da Uila-Uil e “cavalcata” da Braia che però durante la sua guida all’Assessorato non è riuscita a trasformare in strumento legislativo, salvo continuare a sostenerla per mera propaganda, forse perché già in campagna elettorale. In sintesi, i contenuti della proposta Uila-Uil possono essere presi in considerazione per una svolta nell’attività di forestazione senza dover prevedere per forza un altro carrozzone.

Aggiungo che la ricerca a tutti i costi di consensi elettorali (perduti) fa brutti scherzi perché scivola nella demagogia proprio come accade con l’altra proposta di favorire-incrementare il turn-over nei cantieri forestali senza però spiegare con quale sistema procedere. Come sanno i dirigenti dei sindacati con i quali abbiamo ampiamente discusso al Tavolo Forestazione l’ingresso di giovani e figure professionali adeguate alle nuove funzioni attribuite alla forestazione e alla difesa del suolo è una mia prospettiva. Solo che, in coerenza con il mio agire politico-istituzionale, rifuggo dall’annuncio se prima non ho trovato le soluzioni. E’ questo un metodo che, senza lasciare alcuno spazio alla propaganda, sono certo darà risultati positivi concreti sulla qualità degli interventi nei territori da realizzare per rendere ancor più produttiva l’attività relativa alla salvaguardia del nostro significativo patrimonio forestale”.
Francesco Cupparo – assessore per le Politiche Agricole, Forestali, Alimentari.

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