L’assessore Mazzocco sui tagli della nuova Politica Agricola Comune

“Un taglio pesante che penalizza fortemente le imprese agricole italiane – continua la Mazzocco. Con un budget ridotto di quasi 300 milioni di euro si tratta ora di vedere come verranno distribuiti i fondi rimanenti. Quella che ci è stata presentata è una Pac che non sostiene l’impresa agricola e ne sacrifica l’efficienza economica, aggravando gli oneri amministrativi e riducendo la possibilità di contribuire nei prossimi anni alla necessaria crescita del Pil nazionale”.

“Rimango perplessa anche dall’introduzione del cosiddetto capping, ovvero un limite ai pagamenti diretti che, secondo un principio progressivo simile a quello applicato dal fisco con le aliquote sul reddito dei contribuenti, va a colpire le aziende più solide che sono quelle che guadagnano di più (fino a 150 mila euro di reddito l’azienda incassa l’intera somma riconosciuta dall’Europa. Da 150 a 200 ne perde il 20 per cento e così via, fino ad arrivare alle aziende oltre i 300 mila euro che non prenderanno più nulla). Nella bozza di regolamento si prevede, inoltre, che gli Stati membri vigilino su eventuali “suddivisioni arbitrarie” o trasferimenti di parte dell’azienda a terzi, realizzati in maniera strumentale per aggirare le norme sul capping: difficile però immaginare come, all’atto pratico, la pubblica amministrazione possa esercitare una simile attività di controllo”.

“Sicuramente positivi, invece, i finanziamenti previsti per chi farà ricerca e innovazione – sottolinea l’assessore lucano – così come gli incentivi ad investire nella “filiera corta”. E’ importante anche il segnale che arriva per i giovani, con nuove agevolazioni per gli agricoltori al di sotto dei 40 anni e il “kit di avviamento” per i progetti di microimpresa. Buona anche l’indicazione di prestare maggiore attenzione alle “zone fragili” per evitare la desertificazione e preservare la ricchezza dei territori, con la possibilità ai Paesi membri di fornire maggiore sostegno agli agricoltori che si trovano in zone soggette a vincoli naturali”.

“ Ritengo che comunque questo risultato complessivamente insoddisfacente per il nostro Paese – conclude la Mazzocco – sia anche il frutto di un metodo errato di utilizzato dal governo nazionale per guidare la trattativa. Il Ministero ha condotto il negoziato in piena autonomia, non abbiamo ricevuto alcun riscontro rispetto alla posizione espressa da Regioni e Pubbliche amministrazioni e non ci sono state comunicate informazioni in ordine all’andamento del negoziato, così come è mancata la circolazione di tutta la documentazione relativa, a partire dalle stesse bozze di regolamento. D’altra parte, invece, gli altri Paesi hanno lavorato molto con azioni di lobbying nei confronti delle istituzioni comunitarie. Noi abbiamo fatto ben poco”.

 

 

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