L’assessore Piemontese a Cerignola nel 64esimo anniversario della morte di Giuseppe Di Vittorio

“Giuseppe Di Vittorio ha saputo distinguere, presidiare e invitare a non sguarnire tutti i campi della lotta antifascista: il campo del confronto più duro contro la violenza connaturata al fascismo, quello dei dialogo anche con gli antagonisti sulla scena sociale e gli avversari sulla scena politica, quello dell’istruzione e della cultura che emancipano i più deboli”.

Lo ha detto il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, intervenendo stamattina, a Cerignola, al convegno organizzato da CGIL Puglia, CGIL Foggia, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Fondazione “Giuseppe Di Vittorio” e Fondazione “Rita Maierotti” per il sessantaquattresimo anniversario della morte del fondatore della CGIL.

Per l’occasione, in un cinema-teatro “Roma” affollatissimo di ragazzi a cui è stata regalata una copia della Costituzione italiana, si è svolta una Lectio Magistralis, su tema “Lavoro – Democrazia – Costituzione. Attualità dell’Antifascismo di Giuseppe Di Vittorio”, di Luciano Canfora, studioso, già professore ordinario di Filologia Classica dell’Università di Bari.

 

Prima della lezione di Canfora, insieme al vicepresidente della Regione Puglia, sono intervenuti Maurizio Carmeno, segretario generale della CGIL Foggia; Gianni Marinaro, coordinatore della Camera del Lavoro di Cerignola; Francesco Bonito, neo sindaco di Cerignola; Francesca Abbrescia, vicepresidente della Fondazione “Rita Maierotti”; Ferdinando Pappalardo, vicepresidente nazionale dell’ANPI; Filomena Principale, segretaria regionale CGIL Puglia.

 

“La lezione di Di Vittorio – ha osservato Piemontese – è senza dubbio quella di un riformista: tanto inflessibile nella difesa dei diritti dei lavoratori e dei più deboli, quanto proiettato al dialogo con i ‘padroni’, i proprietari terrieri, gli antagonisti sulla scena sociale e gli avversari sulla scena politica; ma non sfuggiva certo alla lotta ‘corpo a corpo’ contro la violenza squadrista fascista: è stato arrestato, ha patito più volte il carcere, ha combattuto nelle brigate internazionali garibaldine nella Guerra civile di Spagna”. 

 

“Il fondatore della CGIL ci ha indicato chiaramente quanto consenso e partecipazione siano alla base del progresso, dell’emancipazione sociale, della libertà, della democrazia, e noi sappiamo quanto riteneva determinanti e decisivi istruzione e cultura per fare crescere consapevolezza”, ha osservato il vicepresidente della Regione Puglia, sottolineando come l’impegno da sindacalista e da costituente di Di Vittorio sia una lezione, perciò, attualissima, malgrado sia stato sconfitto il fascismo storico, “se si pensa alla necessità di presidiare il fronte a difesa delle minoranze, tutte le minoranze perché la battaglia delle libertà riguarda tutti; di non smettere di spiegare e rispiegare gli inganni con cui le persone più semplici o più esposte all’analfabetismo digitale sono portate a trovare nemici; di non essere settari e cercare, sempre, le alleanze che servono a emarginare, isolare, contrastate e sconfiggere i fascismi di ieri e di oggi”. 

 

Rivolgendosi in particolare alla platea di studenti, Piemontese ha ricordato quello che ha rivelato Il presidente nazionale dell’ANPI, Carlo Nespolo, calcolando in 500 i siti internet e 2.700 le pagine Facebook che lavorano sulla diffusione dell’ideologia fascista, veicolando messaggi d’odio e di matrice fascista e razzista. Discorsi di odio che Amnesty Italia ha osservato indirizzati in particolare verso migranti, rifugiati, rom, donne, omosessuali e transessuali.

 

“Studiare, emanciparsi, informarsi, prendere consapevolezza – ha concluso Piemontese – è un dovere da coltivare con caparbietà per proteggersi dalla violenza e dai falsi diversivi connaturati al fascismo”.

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