L’Associazione Infrastrutture, Servizi e Mobilità nel Materano denuncia le differenze tra le sedi Unibas di Potenza e Matera

A seguito dell’istituzione del nuovo corso di laurea in Medicina all’Unibas di Basilicata, con sede in Potenza, la nostra Associazione non può far altro che constatare la palese e sostanziale difformità formativa tra le due sedi dell’Università della Basilicata, ovvero tra Potenza e Matera.

            Se é vero infatti che i principi ispiratori dell’Unibas puntano a perseguire “i medesimi obiettivi nelle sedi amministrative di Matera e di Potenza” (cfr. art 4 dello Statuto dell’Università della Basilicata), nella sostanza tutto ciò è, ad oggi, chiaramente vanificato, nella misura in cui la sede di Matera vede all’attivo 5 corsi di laurea più 1 corso di specializzazione post-laurea, contro i ben 25 corsi di laurea della sede di Potenza, relegando di fatto la sede materana a mera succursale dell’Unibas.

            Forse l’errore è nel principio, vale a dire, in sede d’istituzione avrebbe dovuta chiamarsi UniPz, ed in quel caso avremmo accettato il ruolo che ad oggi viene riconosciuto alla nostra sede, lasciando la possibilità alla Università di Matera uno sviluppo autonomo o coordinato con il politecnico di Bari, la cui sperimentazione era già stata avviata nel 1978 con egregi risultati.

            La Basilicata ha l’immensa fortuna di avere nel proprio territorio una città che ad oggi risplende di luce propria, legata in maniera indissolubile alla Cultura, riconoscimento del quale abbiamo avuto l’onore di fregiarci per sempre. Proprio quella Cultura che manca, evidentemente, ai nostri rappresentanti ed a chi deve farsi carico della sua promozione e sviluppo nel territorio materano.

            Ciò che ci lascia perplessi è la totale mancanza di considerazione e programmazione che la nostra città subisce, anche e soprattutto nell’attivazione di corsi di laurea che potrebbero dare nuovi spunti e nuova linfa al territorio.

            Ci riferiamo, ad esempio, ai corsi di laurea in ambito culturale: Studi Umanistici, Scienze Filosofiche e della Comunicazione, Storia e Civiltà Europee, oppure Economia delle risorse Naturali e Culturali (solo per citarne alcune) tutte presenti nel piano formativo della sede di Potenza.

            L’attivazione del nuovo corso di laurea in Medicina quindi, per quanto possa farci piacere per lo sviluppo territoriale lucano, di fatto lascia ancora una volta al palo la sede di Matera, senza alcun cenno ad una equa distribuzione del percorso formativo tra i nosocomi di Matera e Potenza.

Matera ignorata ormai da troppo tempo, a livello regionale, nonostante la nostra città sia diventata un brand di efficienza e sviluppo, e quindi un naturale polo di attrazione di valore assoluto, che potrebbe rappresentare un volano economico e culturale per tutta la regione.

Non capiamo come mai non viene preso in considerazione l’istituzione di nuove facoltà legate al territorio di Matera, per attrarre prima e favorire dopo, sbocchi lavorativi sullo stesso, e ci riferiamo in particolare alle facoltà legate al Turismo, al Centro di Geodesia Spaziale, alla Cinematografia, ai beni culturali, alle alte tecnologie (5G e MaterHub).

            Non abbiamo mai sentito qualche esponente politico prodigarsi per la nostra sede universitaria, eppure i benefici che ne deriverebbero sono chiari e lampanti per tutta la Università di Basilicata, in termini di nuove iscrizioni e sbocchi professionali che la nostra città potrebbe offrire.

            Nell’ultimo incontro al Tavolo Paritetico e alla Commissione Bilancio della Regione, infatti, la stessa Rettrice dell’Unibas Aurelia Sole ha illustrato, tra “i tanti ed evidenti risvolti positivi della presenza dell’Università in Basilicata, il valore economico generato da essa: a fronte di un finanziamento regionale di 10 milioni di euro, l’Università genera un volume indotto pari a 10 volte il valore iniziale, quindi certamente uno degli investimenti pubblici migliori.”

            Non possiamo far altro che notare un lassismo ingiustificabile da parte delle istituzioni locali, che colpevolmente lasciano questa opportunità incolta. Mancano da sempre tavoli di concertazione e programmazione tra Comune, Università e Regione. Le iniziative sono sporadiche ed individuali, il polo universitario è ad oggi ampiamente sottostimato e visto come centro di formazione e non come elemento cardine nell’unione tra il mondo studentesco e quello lavorativo.

            Sono tralasciati completamente tutti i progetti di sviluppo dei quali può beneficiare la città, che potrebbero essere messi in atto solo attraverso una stretta e proficua collaborazione tra l’ente Comune e l’Università. Mancano centri di aggregazione e condivisione degli studenti; il nuovo campus materano rischia di diventare la classica cattedrale nel deserto.

            Inoltre, ci piacerebbe garantire ai nostri ragazzi un’offerta formativa che non li costringa a cambiare città, muovendosi verso altre regioni. La Basilicata, infatti, soffre di un forte spopolamento giovanile, e i dati ci dicono che tre studenti su quattro preferiscono altre mete. Tutto ciò si ripercuote sull’intero tessuto sociale della nostra città e regione. Tante, troppe famiglie sono costrette a farsi carico di spese onerose solo perche qui non abbiamo alternative.

            Sarebbe opportuno, infatti, invertire la tendenza, diventare una meta culturalmente attrattiva anche per studenti di altre regioni, con tutti i benefici che un polo universitario comporta.

            E poi, sviluppo del territorio, sviluppo della ricerca, incremento di servizi e collegamenti con altre città sono solo alcuni degli aspetti che dovrebbero spingere la nostra classe politica a porre in essere un piano programmatico valido. Assistiamo, invece, ad uno stato di inerzia che contribuisce inesorabilmente al nostro isolamento.

           

            Con questo comunicato, la l’Associazione Infrastrutture, Servizi e Mobilità nel Materano vuole porre in evidenza la drammatica disparità di offerte formative tra le sedi Unibas dovuta a ragioni che non conosciamo, ed intendiamo chiedere al Presidente Bardi, alla Rettrice Sole e all’Assessore Antonicelli un tavolo di confronto su questioni che oramai non possono essere più procrastinate, né tollerate dalla comunità materana.

            Cosa si intende fare per la promozione in ambito universitario del nostro territorio? Esistono piani programmatici? Quali sono le criticità che impediscono a Matera di avere la considerazione che merita?

            Su queste ed altre tematiche siamo disposti ad un confronto serio, sempre nella convinzione che una collaborazione tra le parti può portare ad ottimi risultati di cui potranno beneficiare tutti i cittadini del presente e del futuro della nostra regione.

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