Lavori al porto di Brindisi, 6 persone indagate

“A Brindisi non si vuole che il porto si infrastrutturi”. E’ il commento di Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, sulla sua pagina Facebook dopo aver appreso che il suo nome compare insieme ad altre cinque persone nell’indagine circa la riqualificazione dell’area di Costa Morena del porto cittadino.
“Mi contestano un abuso edilizio per un’opera, il terminal ‘Le Vele’, i cui lavori non solo erano ripresi prima del mio insediamento, ma sulla cui legittimità si sono stratificate due sentenze del Tribunale di Brindisi, di cui una passata in giudicato, e il parere di numerose commissioni tecniche e finanche provvedimenti del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”, ha detto Patroni Griffi.
Nell’elenco degli indagati figurano il dirigente dell’Autorità portuale di Brindisi, Francesco Di Leverano, il direttore dei lavori Cristian Casilli, e gli imprenditori Devis Rizzo e Francesco Caroli. Le accuse contestate a vario titolo sono esecuzione di interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia in assenza di accertamento di conformità, in assenza di autorizzazione, lottizzazione abusiva. A quanto emerge dagli addebiti, le indagini si sono concentrate sulla realizzazione del terminal passeggeri del porto di Brindisi. Nel corso dell’attività investigativa è stato ascoltato come persona informata dei fatti anche il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi.
“Non è stato edificato neanche un metro cubo, e non posso non rilevare che tra le motivazioni per la proroga delle indagini sia addotta la non condivisione della recente sentenza del Consiglio di Stato, come noto supremo organo della giustizia amministrativa, dacché, sulla scorta della convinzione espressa dall’avvocato del Comune, parte soccombente, la sentenza passata in giudicato sarebbe erronea”, ha detto Patroni Griffi.

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