Lavoro all’estero: alcune cose da sapere

Si sente spesso parlare del fenomeno degli expat, ovvero degli italiani che migrano all’estero per trovare lavoro, e in linee generali per ricercare una qualità di vita superiore. Si tratta di un trend da non prendere sottogamba: la migrazione di massa degli ultimi anni, infatti, è il segnale di un Paese che non riesce a restare al passo coi tempi, e che non offre delle buone prospettive di vita ai giovani e ai meno giovani. Prima di andare a lavorare all’estero, però, ci sono alcuni aspetti molto importanti da analizzare, e che noi scopriremo insieme proprio oggi.

 

Chiarimenti sui rapporti di lavoro all’estero

Quando si crea un rapporto lavorativo e professionale con realtà al di fuori del nostro Paese, si entra in un settore delicato, perché la situazione relativa alle norme e alle tasse si complica e non di poco. In base al tipo di rapporto si dovrà dunque inquadrare la questione nell’apposito quadro normativo, e questo è un compito che solo un commercialista esperto può affrontare.

Se si è un lavoratore autonomo in possesso di una partita IVA, ad esempio, è necessario approfondire le normative dei vari paesi consultando alcune indicazioni sulla partita iva all’estero, come spiegato su alcuni portali come Icribis, dove si trovano varie informazioni dettagliate sul tema. Uno degli argomenti in assoluto più complessi riguarda ovviamente la trattazione fiscale, dato che il sistema tributario italiano opera una netta distinzione fra due profili: i residenti sul territorio e i non residenti. In realtà le normative in questione possono essere applicate anche alle figure residenti che intrattengono dei rapporti di lavoro con società e realtà estere. Occorre comunque ripetere che si tratta di un argomento davvero molto complesso, e che serve ad ogni costo il supporto di un professionista specializzato nel campo.

 

Consigli su come affrontare al meglio il lavoro all’estero

Chi decide di andare a lavorare all’estero deve sempre ragionare in prospettiva, dunque pensare ad un vero e proprio piano di carriera, con i vari step da percorrere per arrivare al proprio obiettivo professionale. In secondo luogo, è opportuno occuparsi con priorità assoluta delle varie faccende burocratiche, fra visti, permessi di lavoro e via discorrendo.

Naturalmente serve avere da parte un budget in grado di coprire le spese iniziali, in attesa di trovare lavoro e di ricevere il primo stipendio. Qui può pesare molto il costo della vita, che potrebbe non essere proporzionato alla paga, sebbene quest’ultima possa sembrare più conveniente rispetto a quelle del nostro Paese. Altri consigli utili? Innanzitutto, conviene sempre studiare la lingua e la cultura di quel paese, per integrarsi rapidamente e per aumentare così le chance lavorative. Inoltre, bisogna pensare sempre ad una strategia di uscita, dunque ad un piano di riserva, nel caso le cose non dovessero andare bene.

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