Le osservazioni della CNA al documento E-Matera Patto per il turismo sostenibile

Con una nota inviata al Sindaco Bennardi con riferimento al documento E-Matera Patto per il turismo sostenibile presentato in data 23 dicembre 2020 la Cna ha proposto di integrare alcuni punti del predetto Patto con particolare riferimento al concetto di turismo esperienziale che, ad oggi, rappresenta uno dei più importanti fattori di sviluppo sostenibile dei territori nonché in termini di marketing riassume un potenziale di crescita nel mercato turistico globale del 57% nel prossimo decennio secondo l’Organizzazione Mondiale per il Turismo UNWTO. Oggi giorno sono molteplici gli aspetti che entrano in gioco quando parliamo di turismo esperienziale che identificano al meglio anche il concetto di turismo sostenibile; non più solo luoghi da vedere, ma soprattutto cose da fare, esperienze da vivere a stretto contatto con le realtà locali , immersi nei paesaggi e nei contesti storici e antropologici dei luoghi visitati. In termini di reciprocità il turismo esperienziale diventa occasione di coinvolgimento attivo delle comunità locali uniche custodi del Genius Loci strumento indispensabile per valorizzare le tradizioni locali. Nel turismo esperienziale l’esperienza è il cuore dell’aspettativa della vacanza.
Oggi gli Ospiti ricercano il Genius Loci, vale a dire il carattere di un luogo, la particolarità che lo rende diverso, unico e riconoscibile rispetto ad altri e nel viaggio si cerca sempre maggiormente una crescita culturale e etica, tutte cose che il nostro territorio può offrire a piene mani.
Da questo assunto discende la proposta, già cavallo di battaglia dell’Associazione da diverso tempo, di inserire tra gli obiettivi dell’accordo l’istituzione di un marchio di qualità “locale” Di Origine Matera – DOM – che possa caratterizzare le produzioni sostenibili e di qualità del
territorio cittadino a partire dai manufatti artigianali ad arrivare alle produzioni agroalimentari facendo leva sul brand Matera che è molto cresciuto in termini di visibilità internazionale in questi ultimi anni dall’anno della proclamazione (2014) sino all’anno vissuto da Capitale
Europea della Cultura (2019).
Altra possibile iniziativa potrebbe essere quella di creare nell’ambito del tessuto urbano cittadino, quindi non solo nel luogo deputato per eccellenza ad ospitare imprese di questo tipo, una ZES per favorire l’insediamento e l’esercizio di botteghe d’arte e dell’artigianato artistico,
entrambe comprese a pieno titolo tra le imprese culturali e creative , il tutto con la finalità di fare di Matera la Città dell’Artigianato di qualità e di eccellenza, motore di sviluppo e di nuova attrattività non solo turistica ma anche culturale ed artistica. Una ZES che nasce in virtù di un nuovo rapporto tra Pubblico e Privato considerati nella loro unione sinergica motore di nuovo sviluppo e nuova occupazione entrambi altamente sostenibili. Vi è da aggiungere che relativamente ai mestieri Artigiani la Cna già negli anni passati ha esplorato la possibilità che alcuni di essi quali, ad esempio, la lavorazione della terracotta, della cartapesta e l’antica arte della panificazione potessero essere inseriti nel
Patrimonio Immateriale dell’Unesco da preservare per le future generazioni. Percorso da riprendere assolutamente, a nostro avviso, con la regia della Amministrazione Comunale in modo tale da poter offrire ai tanti turisti che sempre più numerosi visiteranno la nostra Città non appena superata la pandemia da Covid-19 non solo lo spettacolo dei Sassi, Patrimonio mondiale Unesco sin dal 1993 con la dichiarazione di Cartagena de Indias ma anche quello dei Maestri Artigiani depositari di una cultura artigianale che affonda le sue origini nel tempo in un
tutt’uno con la presenza anch’essa millenaria dell’uomo nella nostra Città

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