Lecce, presentata l’Agenda di Genere della Regione Puglia al “We – Women’s Equality Festival”

Si è aperta questa mattina presso il Teatro Apollo di Lecce, la prima delle tre giornate del “WE – Women’s Equality Festival”, la prima manifestazione nazionale dedicata interamente alla Parità di Genere e all’empowerment femminile che fino a domenica vedrà esperti, istituzioni e volti noti dello spettacolo e della cultura italiana confrontarsi sul tema della gender equality.

L’iniziativa svolta in collaborazione con Regione Puglia e con il Comune di Lecce, è stata l’occasione per la presentazione dell’Agenda di Genere della Regione Puglia, documento definitivo di Strategia regionale.

Questa mattina sul palco dell’Apollo un confronto sul tema a cui hanno partecipato il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (intervenuti entrambi in videoconferenza), le Assessore regionali all’Ambiente e al Welfare Anna Grazia Maraschio e Rosa Barone e la consigliera del Presidente Emiliano per l’Attuazione del programma di Governo regionale Titti De Simone, che ha coordinato il lavoro dell’Agenda di Genere.

“Sono molto lieto di partecipare a questa iniziativa – ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – che ci permette di presentare l’Agenda di Genere e di porre al centro del dibattito pubblico un tema non più rinviabile. Siamo la prima regione in Italia a dotarsi di una strategia regionale per la parità di genere costruita con il metodo della partecipazione, con il contributo del partenariato socio economico e delle associazioni di donne, e non potevamo scegliere cornice migliore che WE Festival, importante iniziativa a livello nazionale, che può aiutarci ad accendere i riflettori sui temi che caratterizzano il divario uomo-donna nel mondo del lavoro e nel sociale, nella cultura e nell’economia del Mezzogiorno, che sono una delle sfide più importanti del nostro tempo”. “L’Agenda di Genere – ha proseguito Emiliano – è un “piccolo capolavoro” che come Presidente ho avuto in dono da questo meraviglioso gruppo di lavoro della Regione Puglia, che ha interloquito con tutta la società pugliese riuscendo a costruire tassello dopo tassello, e senza particolare enfasi ma con tanto impegno, una strategia molto concreta che tuttavia sarà di volta in volta verificata nel tempo. Un percorso che sta a noi rendere ricco di politiche concrete e innovative, perché in Puglia il gap di genere sia significativamente ridotto, fino al suo azzeramento, in ogni settore della vita economica sociale e culturale, e sia significativamente contrastata ogni forma di discriminazione di genere”. “Noi pensiamo – ha concluso Emiliano – che questa sia una strada che possa emancipare anche il Sud: l’Agenda di Genere e l’idea della parità dentro la società italiana rappresentano un mezzo di emancipazione per tutti, anche per gli uomini”.

“Sono orgogliosa che la Puglia  – ha dichiarato l’Assessora regionale al Welfare Rosa Barone – sia la prima Regione in Italia ad adottare l’Agenda di Genere. Un documento che ha visto un percorso di partecipazione da parte di associazioni, organizzazioni sindacali e datoriali, che hanno fatto proposte concrete e che voglio ringraziare per il contributo prezioso. Come ringrazio gli uffici. Stiamo lavorando in sinergia tra gli assessorati, perché quello che serve è un cambiamento culturale. I dati diffusi solo una settimana fa dalla Ministra Lamorgese fotografano una situazione drammatica: nei primi otto mesi di quest’anno in Italia ci sono stati 72 femminicidi su 182 omicidi. Come istituzioni non possiamo restare immobili. Stiamo potenziando le politiche per il contrasto alla violenza sulle donne e i minori attraverso il rafforzamento dell’attuale rete di centri antiviolenza e case rifugio di prima e seconda accoglienza, per noi partner fondamentali nel percorso di supporto alle donne vittime di violenza, un supporto finalizzato al recupero della libertà sotto i vari aspetti. Le donne devono essere libere di seguire inclinazioni, aspirazioni, desideri nella vita privata e professionale. Tra gli obiettivi dell’agenda di genere c’è la conciliazione vita-lavoro sia in ottica di condivisione del lavoro di cura familiare fra uomini e donne, ma anche di servizi di welfare efficaci, di infrastrutture agibili e possibili, di una rete di assistenza domiciliare rafforzata e capillare. L’impegno da parte di tutti è massimo per raggiungere questi obiettivi, in modo da dare un svolta anche culturale e sono certa che il lavoro tra assessorati, associazioni e società civile produrrà presto gli obiettivi che ci siamo prefissati, quello del miglioramento della qualità della vita degli uomini e delle donne di questa regione”.

Secondo l’Assessora regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio “La definizione di un’Agenda di Genere per la Regione Puglia è un pilastro fondamentale nella stesura di una complessiva Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile che la Puglia ha già avviato, attraverso un lavoro di integrazione a scala regionale, con una collaborazione trasversale di molte strutture interne all’amministrazione, in cui tutti stanno contribuendo alla declinazione dei Goals di Sviluppo Sostenibile nei diversi settori dell’Amministrazione. È un processo lungo che richiede una governace innovativa, trasversale e integrata, che vede oggi tra i primi risultati una specifica Agenda di Genere, frutto di un lavoro collettivo, che persegue direttamente il Goal 5 “Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze” a scala regionale prevedendo quindi uno strumento di attuazione specifico che segnerà obiettivi, azioni, strumenti e risorse affinché la parità di genere non sia solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace”.

“L’Agenda di Genere – ha sottolineato Titti De Simone, consigliera del Presidente Emiliano per l’Attuazione del programma di Governo regionale – è un documento unico nel panorama nazionale. È una strategia trasversale alle diverse policy, per migliorare le condizioni di vita delle donne in tutti i campi. Richiede politiche e interventi per rafforzare i servizi di condivisione dei carichi di cura, il sostegno alle imprese femminili ed alle politiche di gender equality nelle imprese pugliesi, la medicina di genere, il contrasto alle povertà educative e alla violenza di genere, la formazione in nuovi settori produttivi in crescita, come quelle relative alla cosiddetta economia della cura ed alle discipline Stem, strumenti di governance e di rappresentanza più incisivi e aggiornati in grado di praticare una vera democrazia paritaria. L’Agenda di Genere orienterà il nuovo ciclo di programmazione dei fondi ponendoci davvero come laboratorio di best practice per il superamento del gender gap, nel quadro europeo. Un’Agenda di Genere, nell’ottica del mainstreaming richiede infatti interventi trasversali per migliorare le condizioni di vita delle donne in tutti i campi: istruzione, formazione, lavoro, innovazione, salute, welfare, trasporti, ma soprattutto richiede politiche e interventi per l’equità sostanziale, volte a perseguire il più generale obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle donne e degli uomini”.

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